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La boutique del mistero - Dino Buzzati



Dino Buzzati nasce a San Pellegrino il 16 ottobre 1906. È stato uno scrittore, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano. Fin dalla giovane età si dedica molto anche alla carriera di giornalista in collaborazione con il Corriere della Sera. Scrive diversi romanzi (fondamentali sono “Barnabò delle montagne” (1933) e “Il deserto dei Tartari” (1940)) e numerosi racconti, che pubblica poi in una serie di raccolte: le prime sono “I sette messaggeri”, “Paura alla scala” e “Il crollo della Baliverna”. Da queste prime tre raccolte Buzzati estrarrà i racconti più rappresentativi e, insieme ad altri testi, li pubblicherà nel volume Sessanta racconti (1958 ), che vincerà il Premio Strega, seguito da “La boutique del mistero”(1968 ). Morirà poi a Milano nel 1972.

La Boutique del Mistero viene pubblicato per la prima volta nel 1968 dalla casa editrice Mondadori con il titolo La boutique del mistero: 31 storie di magia quotidiana. I 31 racconti presenti al suo interno sono stati selezionati dall’autore stesso, che intendeva far conoscere il meglio del suo lavoro ed esprimere in un’unica raccolta tutte le questioni e le tematiche a lui più care. In generale molto presenti all’interno dell’opera, come nella maggior parte delle opere dell’autore, sono i temi dell’ansia e dell’angoscia, del mistero, della morte e della paura. Per esprimerli Buzzati ricorre spesso ad elementi surreali e simbolici, ad atmosfere inquietanti e irreali inserite in scene di vita quotidiana. Ci sono elementi magici, fantastici e trascendentali. Al contrario in alcuni racconti si sottolinea invece l’assurdità di situazioni considerate normali e consuete. Molto importanti sono anche i concetti di impotenza dell’uomo e di destino, a cui gli uomini devono sottostare, anche quando vorrebbero evitarlo. Esso viene rappresentato soprattutto attraverso la malattia. Spesso è presente la paura della morte e la paura di presenze oscure e sconosciute. Altre volte emerge invece come sia l’uomo a rovinarsi con le sue stesse mani, attraverso paure infondate e irrazionali verso ciò che non si conosce e ciò che esce dall’ordinario, incubi e pericoli immaginari. Alcuni personaggi inoltre sembrano non comprendere il valore della vita e quello che essa ha da offrire loro. Un altro tema importante è quello della religione e soprattutto del peccato e della preghiera, che compaiono sotto diversi aspetti in alcuni racconti. Infine sono rilevanti anche i temi del ricordo e dell’attaccamento dell’uomo verso la propria classe sociale e la propria condizione, che cerca di conservare e difendere anche davanti a situazioni tragiche.
Per quanto riguarda l’ambientazione spaziale e temporale, è molto varia e cambia in ogni racconto. In linea generale, però, si può dire che il tempo e il luogo non sono mai espressi in maniera precisa. In molti racconti l’ambientazione è medievale e fiabesca, mentre altri sono ambientati a grandi linee nel periodo storico in cui visse l’autore. Quello che è chiaro però è che le situazioni sono quasi sempre quotidiane e apparentemente banali.
Lo stile e il linguaggio utilizzato sono semplici, chiari, immediati e adatti a tutti. I termini sono colloquiali, mai artificiosi o troppo ricercati e questo sottolinea ancora di più il contrasto tra la normalità delle situazioni e gli elementi surreali e grotteschi.
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