Ominide 2630 punti

C. Dickens


Un canto di Natale


Personaggi:
Scrooge: questo personaggio ha una ditta insieme a Marley ma non si è accurato di lui. Scrooge è una persona avida e fredda dentro, ha un viso vecchio, dei peli bianchi e occhi rossi, labbra color livido, un’andatura rigida, una voce stridula, non s’interessa del caldo o del freddo. Non gli parla mai nessuno e per questo è felice, non conosceva le buone maniere.
Marley: nel libro muore all’inizio. Scrooge lo chiama Jacob. Insieme a Scrooge ha una ditta.
Fred: il nipote di Scrooge.
I signori della beneficenza.
Il primo spettro: è lo spettro dei Natali passati. Ha i capelli bianchi e lunghi, è senza rughe, è muscoloso, ha una tunica legata con una cintura luminosa, ha una specie di cappello con una luce intermittente che s’illumina in varie parti del corpo, tiene uno spegnitoio tra le braccia.
Fan: la sorella di Scrooge
Il direttore del collegio.
Dick: un amico del giovane Scrooge.
Fezzywig e la sua famiglia: sono sempre allegri e grassottelli.
La vecchia fidanzata di Scrooge: è bella e bionda, nel libro all’inizio è vestita di nero e piange.
Il marito della fidanzata e i loro figli.
La figlia dell’ex fidanzata: bionda e bella.
Il secondo spettro: è lo spettro del Natale presente. È una specie di gigante e indossa una veste verde bordata di pelliccia bianca e ha i piedi e il petto nudi. Ha i capelli castani con sopra strana corona fatta d’agrifogli e qua e là dei ghiaccioli ed è sempre contento e bonaccione. Questo spettro ha in mano una fiaccola a forma di cornucopia che sprigiona la luce rossa che avvolgeva e tuttora avvolge Scrooge.Questo spirito ha la voce di Dio ed era mandato proprio da Lui.
Bob Cratchit, sua moglie e i loro figli: Marta (la più grande), Blinda, Peter e altri due bambini piccoli.
Tiny Tim: un bambino che è malato.
Il terzo spettro: è lo spettro del Natale futuro. Ha una figura alta e maestosa, è molto silenzioso e ha un mantello nero con cappuccio. Questo spettro non parla mai.

Vicenda:
1° capitolo: Lo spettro di Marley

Scrooge era nel suo studio nella sera della vigilia di Natale. Quella sera c’era nebbia ed era buio.
Alle tre di pomeriggio arrivò il nipote di Scrooge e iniziarono a parlare del Natale, alla fine Scrooge lo mandò via. Subito dopo arrivarono due signori che discutono insieme a Scrooge della beneficenza; se ne andarono solo dopo aver litigato e Scrooge si sentì più sereno del solito.
C’era freddo e un cantore si avvicinò alla porta ma Scrooge lo spaventò puntandolo con un righello.
Lo scrivano chiese a Scrooge se il giorno dopo, Natale, poteva stare in casa a festeggiare con la povera famiglia: Scrooge, dopo un bel po’, acconsentì.

Ritornò a casa dopo aver chiuso lo studio: la sua casa è vecchia.
Aprendo la porta vide sul battente la faccia di Marley e entrato controllò se nella casa c’era qualcuno.
Tutti i campanelli della casa si misero a suonare e poi dopo poco tacquero tutti nello stesso istante.
Sentì dei rumori di catene e ad un certo punto apparve Marley che aveva delle catene alla vita. Queste catene erano formate da libri, appunti, scrigni e lucchetti.
Scrooge e Marley si sedettero e lo spettro chiese se doveva dimostrare se era reale: Scrooge reagendo alla paura gli rispose di no.
I capelli e le falde di Marley si muovevano per via delle fiamme dell’inferno.
Scrooge tremava e Marley gli parlò della sua catena; Marley affermò che aveva viaggiato per tutti i sette anni, per vedere tutte le persone che non aveva aiutato provocando pena: Scrooge rimase meravigliato.
Marley era sempre stato vicino a Scrooge. Parlando Marley avvertì Scrooge che ogni sera, per tre sere dovevano visitarlo degli spettri e a Marley non lo avrebbe mai più visto. Marley se ne andò dalla finestra salutando Scrooge. Guardando dalla finestra Scrooge vide che fuori c’erano tanti spettri con catene simili a quella di Marley. Alla fine chiuse la finestra e andò a dormire: si addormentò subito.

2° capitolo: Il primo dei tre spettri

Scrooge si svegliò e pensò di aver dormito fino alla metà della notte del giorno dopo ma aveva dormito solo poche ore.
All’una arrivò uno spettro che era lo spettro dei Natali passati.
Lo spettro portò Scrooge fuori dalla finestra, per farlo volare, Scrooge teneva lo spettro per il cuore. Nel paesaggio c’erano dei campi e Scrooge li riconobbe perché era proprio dov’era nato. C’erano dei ragazzi allegri che giocavano ritornando dalle loro famiglie e Scrooge li riconobbe tutti chiamandoli per nome.

Lo spettro e Scrooge andarono per un viottolo fino ad arrivare ad una casa vecchia: era un collegio.
In una stanza c’era Scrooge da piccolo che tentava di leggere, attraverso i libri e la lettura lui percepiva le sensazioni.
Lo spirito cambiò Natale e in quell’istante tutto diventò più vecchio e Scrooge piccolo diventò più alto. Ad un certo punto arrivò la sorella di Scrooge, Fan, affermando che il loro padre era diventato più buono e quindi lo voleva a casa; Scrooge ormai era un uomo e quindi non poteva stare più in collegio.
Portarono via il baule di Scrooge e alla fine il ragazzo e la sorella salutarono il direttore del collegio.
Scrooge grande raccontò allo spirito di sua sorella e gli affermò che quando morì aveva marito e aveva un figlio, che poi era il nipote che era andato nello studio (Fred).
Cambiando di nuovo Natale si ritrovarono dove Scrooge, con un suo amico, Dick, faceva l’apprendista e videro Fezzywig.
Fezzywig fece mettere a posto ai due ragazzi per la festa di Natale e dopo un po’ arrivarono tutti i famigliari di Fezzywig, le tre figlie e i corteggiatori e poi la moglie, arrivarono anche delle persone della via.
Ballarono tutti e c’era molto caos.
Fezzywig batté le mani dicendo che erano tutti bravi; finito di banchettare il violinista iniziò a suonare e Fezzywig e sua moglie si misero a ballare.
Alle undici finì la musica e pian piano se ne andarono tutti via augurandosi il buon Natale.
I ragazzi se ne andarono a dormire dandosi un augurio.
Scrooge grande, durante la festa, riconosceva tutto e tutti. Lo spirito lo guardava, la luce dello spirito diventò più luminosa.
Scrooge piccolo e Dick canticchiavano, lo spirito e Scrooge grande li guardavano.
Il dialogo tra Scrooge grande e lo spirito: lo spirito disse che a Fezzywig gli bastarono pochi soldi per far felice tante persone e Scrooge ribatté di no perché ha dato amore, compagnia, solidarietà e felicità a quelle persone. Lo spirito proseguì dicendo che Fezzywig è stato bravo a diffondere amore. Il lavoro dello spirito era quasi finito.
Entrarono in un altro Natale e Scrooge piccolo era ormai un uomo e sentiva gia l’avarizia dentro di se. Era vicino ad una bella ragazza bionda che piangeva ed era vestita di nero ed era la sua fidanzata.
La fidanzata iniziò a dire che lei lo amava ancora però rifiutava la proposta di matrimonio perché iniziava a pensare solo ai soldi (Scrooge).
La ragazza non aveva dote e ormai la felicità di Scrooge era quasi del tutto svanita. Lei si alzò e si allontanò.
Scrooge grande non voleva essere più tormentato dal dolore di tutti questi Natali e chiese allo spettro se poteva tornare a casa, ma non glielo permise.
Passarono ad un altro Natale ed erano in una piccola stanza con un camino acceso e c’era una ragazzina bellissima che era la figlia dell’ex fidanzata di Scrooge e c’era anche lei. C’era caos perché c’erano un sacco di bambini che assalirono la ragazzina dolcemente.
Arrivò il padre con un fattorino e un sacco di doni. I bambini dopo varie peripezie spacchettarono i regali e dopo andarono a letto subito dopo la ragazzina abbracciò il padre.
Il padre disse all’ex fidanzata di Scrooge, che era sua moglie, che aveva visto Scrooge e che Marley in quel momento stava per morire.
Scrooge volle tornare a casa e allora spense la luce dello spirito con lo spegnitoio e si ritrovò a casa sua, si mise a dormire.

3° capitolo: Il secondo dei tre spiriti

Scrooge, quando si svegliò era quasi l’una di notte e sapeva che avrebbe incontrato il secondo spirito. Rimanendo sul letto arrivarono l’una e un quarto e lo spettro non arrivava ma intorno al letto c’era una strana luce rossa che sembrava quasi fuoco, Scrooge era ancora più nervoso e ansioso.

Scrooge vide che quella luce arrivava dal salotto e alzandosi andò a vedere cosa c’era in quella stanza: aprendo la porta vide che c’erano un sacco di piante sempreverdi.
Da una parte c’era una specie di gigante (era lo spirito) che era seduto su un trono fatto di selvaggina e cose da mangiare.
Scrooge, ormai, voleva sapere che cosa avrebbe visto quella notte e allora lo spirito lo invitò ad aggrapparsi alla sua veste, Scrooge la afferrò e si trovarono subito in un paese dove c’era freddo e tanta neve. Era il Natale che era venuto.
I negozi, quello che vendevano e le persone rallegravano il paesaggio perché sennò era grigio e cupo. Le persone sprizzavano gioia e felicità da tutti i pori.
I due andarono dallo scrivano Bob Cratchit; sua moglie era in casa a cucinare mentre i figli sentivano l’odore dell’oca.
La famiglia era formata da Marta, Blinda, Peter, Tiny Tim e infine da due bambini piccoli.
Mangiarono, sparecchiarono e tutti insieme andarono vicino al camino. Tiny Tim stava male, quasi a morire, ma Scrooge disse che era meglio almeno se moriva c’era meno popolazione. Lo spettro lo rimproverò per quello che aveva detto, ma a quel punto incominciò a vedere la visione perché sentì pronunciare il suo nome (di Scrooge), per un brindisi in suo onore (anche se la moglie non era d’accordo). La loro tristezza passò e diventarono di nuovo allegri, sentendo dire che Peter aveva trovato lavoro, mentre Marta diceva che lavorava da una modista.
I due erano tornati in strada (Scrooge e lo spirito).
Scrooge si attaccò al mantello dello spirito e si ritrovarono in una locanda quasi tutta distrutta.
Videro una luce proveniente dalla porta di una baracca e vi si avvicinarono: all’interno vivevano due vecchi coi figli dei loro figli e stavano cantando.
Sotto ad un faro coperto di muschio c’erano due giovani che avevano acceso un fuoco e festeggiavano il Natale.
Proseguirono il loro viaggio videro una nave e anche qua festeggiavano.
Tornarono nella città e mentre sorvolavano la casa del nipote di Scrooge, lo sentivano ridere insieme a lui c’erano i suoi invitati.
Parlavano di Scrooge e dicevano che per loro lui sbagliava a detestare il Natale e che loro vivevano bene senza di lui, se mai lui doveva essere triste. Finito il discorso tutti insieme si misero a suonare. Incominciarono a fare giochi di società come: mosca cieca, il gioco dell’indovino e altri.
Scrooge e lo spirito se ne andarono via e andarono a vedere delle persone poverissime. Ad un certo punto lo spirito invecchiò improvvisamente, da sotto il mantello spuntarono due orribili bambini: uno era maschio che rappresentava il Bisogno e l’altra era femmina che rappresentava l’Ignoranza. Scrooge si preoccupò per quei bambini , ma lo spirito gli disse che per i bambini poteva andare in un ospizio, anche se lì non c’erano.

4° capitolo: Il terzo dei tre spiriti

Lo spettro del presente sparì e al suo posto venne l’ultimo dei tre spiriti, quello del Natale futuro, questo spettro incuteva paura a Scrooge, più di qualsiasi altro spirito.
Si trovarono davanti ad una scena molto triste: la morte di Scrooge. Lo spettro portò Scrooge in un altro quartiere. Entrati in una bottega, videro un uomo vecchio che si riparava dal freddo con uno straccio e due donne cariche di pacchi.
Queste persone erano entrate nella stanza dove era morto Scrooge e gli avevano rubato tutte le cose.
La camera era buia, Scrooge non sapeva dove si trovasse. C’era una luce e un uomo nudo e morto che aveva un sudario sul volto.
Scrooge se ne voleva andare perché aveva paura di togliere il sudario e scoprire chi era il morto, insieme al morto non c’era nessuno che soffriva e Scrooge chiese allo spettro di fargli vedere qualcuno che soffriva per lui e lo spettro con un movimento del mantello gli fece vedere una scena che rappresentava una famiglia povera che non poteva pagare un debito, però il loro creditore era morto.
Lo spettro fece vedere a Scrooge un’altra scena che rappresentava la famiglia dello scrivano Bob Cratchit che era molto triste e in silenzio, mentre filavano o leggevano.
Ad un certo punto arrivò Bob dal cimitero, Tiny Tim era morto (ecco perché erano tristi), e raccontò che aveva incontrato il nipote di Scrooge e che si sono parlati della morte del piccolo ragazzino.
Pensando al futuro e alla vita volevano che Peter prendesse casa e moglie.
Il pensiero e il ricordo del ragazzino diffondeva, anche se morto, amore e dolcezza.
Scrooge capì che per quell’uomo non c’era nessuno che soffriva, e che lui e lo spirito si dovevano lasciare tra poco.
Andando per le strade Scrooge voleva vedere la sua casa, ma quando arrivarono all’ufficio non videro Scrooge ma una persona diversa con un arredamento diverso.
Lo spirito lo portò in un cimitero e indicò una lastra e videro che sopra c’era scritto il nome di Scrooge. Scrooge chiese se quello che vedeva era per forza vero oppure era una possibilità del futuro.
Allo spirito gli tremava il braccio e pian piano quello che vedeva e lui sparirono trasformandosi nella casa di Scrooge.

5° capitolo: Epilogo

Scrooge aveva la possibilità di cambiare il futuro e lui disse che avrebbe amato il Natale, le persone e che sarebbe stato più buono.
Guardò tutti i posti che gli ricordavano la sua esperienza, ad un certo punto sentì suonare le campane e si affacciò alla finestra: fuori era bello e chiese ad un ragazzo, che festeggiava, che giorno era e lui gli disse che era Natale.
Scrooge era cambiato, era un uomo diverso e chiese allo stesso ragazzo di andare a comprare il tacchino più grande che trovava per poterlo mandare a Bob Cratchit.
Si mise a posto l’aspetto e uscì, camminando vide uno di quelli che la Vigilia di Natale gli aveva chiesto dei soldi in beneficenza e salutandosi il signore gli disse la cifra che doveva dare, nell’orecchio a Scrooge, si scambiarono il buon Natale.
Ogni cosa gli procurava gioia (a Scrooge) e camminando arrivò a casa di suo nipote, dagli invitati ebbe un’accoglienza fantastica.
Il giorno dopo si svegliò e arrivò a lavoro prestissimo per fare uno scherzo a Bob.
Bob arrivò in ritardo, perché il giorno prima per i festeggiamenti è andato a letto tardi e Scrooge lo prese per i fondelli concludendo con un aumento del salario di Bob, reale.
Tiny Tim non morì e riuscì anche a fare il padre aiutato da Scrooge.
Scrooge rideva di cuore ed era molto felice, visse per sempre contento; e che tutti siano benedetti.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email