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Trama de Il sergente della neve

“Il sergente nella neve” è un romanzo autobiografico scritto con un mozzicone di matita nell’inverno del 1944 mentre si trovava prigioniero in un lager tedesco. Viene pubblicato nel 1953.

Il protagonista (Rigoni), si trova in un caposaldo posizionato vicino al fiume Don, ma non si sa altro.
Lo scopo di quel caposaldo e degli altri è mantenere a bada i soldati russi. Inizialmente questo risulta facile: ci sono poche battaglie e le giornate si passano pulendo armi, cercando cibo e lumi, parlando, ecc. Man mano che passava il tempo, però, gli attacchi russi si facevano più frequenti ed organizzati e le munizioni del caposaldo iniziavano a scarseggiare. Quindi dopo numerosi scontri Rigoni e tutti i soldati dei caposaldi vicini furono costretti a ripiegare in modo silenzioso una notte. Rigoni era un sergente e ora comandava il suo plotone “Vestone” in quanto era morto un ufficiale.

Da qui si susseguono innumerevoli camminate attraverso la fredda steppa russa. Il protagonista più volte pensa di mollare, ma riesce sempre, anche con un po’ di fortuna, a trovare del cibo, luoghi caldi dove dormire in case russe o pagliai. In alcune di queste camminate ci sono degli scontri. Durante queste camminate, spesso incontra suoi vecchi compagni di paese, parenti e altri alpini e i tedeschi danno loro man forte con i panzer.
Un giorno importante è il 26 Gennaio 1943, durante il quale muoiono quasi tutti gli amici di Rigoni nel tentativo di prendere un villaggio russo. Per un breve periodo il protagonista si ritrova a sparare da solo contro i russi. Infine riescono a prendere il villaggio assieme ai rinforzi e si rincomincia a camminare.
Il romanzo finisce quando finalmente Rigoni e i pochi amici che gli sono rimasti, arrivano in un caposaldo tedesco dove si lavano e mangiano.

Personaggi

Mario Rigoni Stern: il protagonista anticonformista. Il sergente maggiore del 55° battaglione, il Vestone. Un uomo del quale non si conosce nulla di come è fatto fisicamente, tranne che aveva barba e baffi. Durante questa guerra aveva 21 anni e torna a casa a 23. Delle sue origini non si sa molto, veniva da un paese del nord e aveva una fidanzata che lo aspettava a casa.
Una persona molto coraggiosa. Infatti, numerose volte si è buttato tra i proiettili e i colpi di mortaio pur di eseguire gli ordini, oppure ha sparato e lanciato granate ai nemici che gli capitavano davanti. Sapeva comandare, aveva fiducia nei propri uomini e essi avevano fiducia in lui.
Benvoluto da tutti, ufficiali compresi.
Per rinfrancare i suoi uomini e sé stesso, parlava del vino che avrebbero bevuto e dei letti in cui avrebbero dormito.

Antonelli: un soldato del battaglione del protagonista del quale è migliore amico. Uno tra i pochi che alla fine della storia è sopravvissuto. È sempre stato vicino a Rigoni, bestemmiando per ogni minima cosa che andava storta, ma secondo il protagonista era proprio questo bestemmiare che lo faceva andare avanti e lo rendeva forte davanti ai pericoli.
Solo nella battaglia al villaggio del 26 gennaio i due si dividono, per poi rincontrarsi sani e salvi al caposaldo tedesco.
Giuanin: un soldato del battaglione del protagonista.
Non si sa nulla sull’età di Giuanin, ma doveva essere molto giovane.
Un soldato che aveva una stima immensa per il suo sergente maggiore e lo considerava un saggio che sapeva tutto su come sarebbe andata a finire la guerra, su chi sarebbe morto, chi invece no e addirittura se si fosse sposato. Gli chiedeva sempre “torneremo a casa?”. Rigoni gli rispondeva sempre di sì e per Giuanin si sarebbe avverato sul serio. Le poche volte in cui Giuanin non domandava se sarebbero arrivati a casa a Rigoni, esso si preoccupava perché era una cosa strana.
Ascoltava sempre gli ordini o qualsiasi altra cosa che gli diceva il sergente maggiore e la eseguiva.
Il 26 gennaio 1943 Giuanin muore per portare le munizioni a Rigoni.

Ambiente

Il romanzo si svolge in una zona della Russia vicino al fiume Don, nella steppa. Il periodo va dall’inizio di Gennaio 1943 fino agli inizi di Febbraio. A fine libro viene però accennato l’inizio della primavera.
L’ambiente che ha maggior importanza nel libro sono le distese innevate russe, luogo in cui gli alpini si ritrovano per la maggior parte del tempo. Questo é un luogo triste per due ragioni: per le sofferenze provate nella ritirata per il gelo e la fatica e per i soldati morti che sono rimasti lì.

Un altro luogo importante sono i villaggi russi con le isbe, visti dai soldati come un luogo di riposo e di momentanea fine delle loro fatiche, dove possono dormire e rifocillarsi. Questi ambienti sono dunque in contrasto con l’ambiente circostante.
Le case dei soldati sono ambienti che vengono solamente menzionati nel libro, quando gli alpini raccontano di ciò che hanno lasciato in Italia. Le case quindi da luoghi materiali diventano un traguardo, un premio ed un sogno per tutti i soldati in quanto sono luoghi in cui poter vivere in pace dopo un così lungo periodo di guerra.
L’ultimo ambiente sono le trincee, luogo nel quale i soldati combattevano per mantenere il caposaldo e dalle quali hanno inferto e subito molte vittime.
Il cielo è sempre bianco o grigio e raramente si vede il sole.
L’ambiente sociale non è ben descritto nel libro, ma ognuno viene presentato come un semplice uomo e come un semplice soldato, senza tenere conto dei gradi. In effetti nessuno si trova in una situazione privilegiata rispetto agli altri, ma ognuno é nella medesima situazione, e nella difficoltà i soldati cercano sempre di darsi una mano l’un l’altro. Sembra infatti che tutti gli alpini si conoscano ormai bene e che siano tutti amici.

Temi

I temi affrontati in questo romanzo riguardano per lo più tutti la guerra. La paura, di essere uccisi, di affrontare le battaglie (questo tema non riguarda molto il protagonista). Tema della morte: é strettamente legato al tema della guerra, che priva gli uomini della vita e di persone care ed amici.
L’amicizia, tra soldati e alleati.
Il coraggio e la speranza. Si riesce a trovare il motivo di combattere per qualcosa, il più delle volte è il voler tornare a casa dalla propria moglie, dai propri figli.

C'è poi il tema della solitudine: vedere tanta gente ogni giorno ma sentirsi ugualmente soli e volerlo restare, come il protagonista stesso ha fatto.
La felicità: quando Rigoni trovò alcuni dei suoi soldati al caposaldo tedesco, erano tutti felici.
La fratellanza: quando Rigoni entra nella casa, dove c’erano soldati russi che mangiavano, anche lui si è messo a mangiare come fosse un fratello, anche se era un nemici (per lui non sono nemici poiché combattono entrambi per la patria).

Commnento

Un elemento che mi ha colpito molto è il coraggio che aveva in guerra Mario Rigoni Stern come quando ha il coraggio di girarsi dove c’erano i russi e tirar loro delle granate. O quando, il 26 gennaio, rimane solo in un villaggio pieno di russi e combatte. Ha ucciso molti russi ma non ha mai avuto pietà o accennato a dei rimorsi per i nemici che ha ucciso.
L’episodio che mi ha colpito di più è stato quello in cui entra in una casa e rimane sbalordito nel vedere due soldati russi che mangiavano, ma si fa coraggio e chiede da mangiare. Tutti nella casa rimangono stupiti ma non fanno niente, rimangono solo in silenzio. Poi il protagonista finisce di mangiare, ringrazia e va via. A sua detta quello non era un episodio, era un modo di vivere, un costume che dovrebbe essere adottato da tutti, nel quale tra uomini ci si rispetta come un'unica razza e ancora meglio, come fratelli.
E’ stato interessante notare il comportamento dei soldati e dei loro nemici in condizioni tanto avverse. Mi ha stupito soprattutto il veloce cambiamento d’umore degli alpini, che all’aperto e sotto la tormenta non avevano forze e sembravano moribondi, mentre al caldo in un’isba cambiavano completamente, ritrovavano le forze, la voglia di vivere e la speranza. Sono state interessanti le scene in cui Rigoni Stern si é ritrovato a sapere della morte di conoscenti ed amici e le ha affrontate con dolore e freddezza allo stesso tempo, mostrando una grande umanità ma anche rassegnazione di fronte ad una cosa che ormai rientrava nell’ordinario.

Informazioni ulteriori

1° settembre 1942: gli viene data la medaglia d’argento poiché aveva salvato un alpino ferito (i tedeschi non aiutano gli alpini e i russi attaccano, gli alpini fuggirono)
Dicembre 1942: due divisioni a sud non riescono a sfondare. Al contrario quelle del nord.

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