Oltre i prati, tra la neve di Mario Rigoni Stern


Ecco una visione della natura incontaminata e magica, al di fuori del tempo, una natura alpina che forse non esiste più, dove la cosiddetta civiltà non ha ancora portato distruzioni e non ha ancora corrotto i valori dei suoi abitanti.
I racconti de Il bosco degli urogalli narrano di uomini totalmente immersi in quest’ambiente, non sempre benigno ma misterioso, magico e affascinante, e risvegliano in noi istinti ancestrali come il desiderio di ritrovare le nostre radici.
Oltre i prati, tra la neve è uno dei dodici racconti che compongono Il bosco degli urogalli, il secondo libro di Rigoni Stern, pubblicato nel 1962. in essi s’intrecciano storie di uomini tornati alle loro case dopo la fine della guerra e storie di cacce, di boschi e di animali selvatici.
Dice l’autore: “Vi racconto non della caccia in sé e per sé come oggi è malamente intesa, ma come reale contatto con gli animali e con la natura, in limpida solitudine e riflessione per i sentieri della montagna dove ogni segno, ogni incontro, ogni rumore hanno dei significati ben precisi”. Lo stile dei racconti è sobrio, semplice e immediato, ricco di poesia e di magia. Spesso le storie hanno il ritmo e la struttura delle favole, sembrano essere fuori dal tempo anche se l’autore narra fatti autobiografici.
Mario Rigoni Stern nasce ad Asiago, nelle Prealpi venete, e, dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza tra le malghe dell’altopiano, si arruola volontario a diciassette anni, spinto dall’amore per l’avventura. Nel 1940 viene mandato a combattere sul fronte albanese, e nel 1942 in Russia, dove è testimone della tragica ritirata degli alpini attraverso la steppa che si concluderà all’inizio del 1943 con la battaglia di Nikolajewka. È di nuovo in Italia quando l’8 settembre , in seguito all’armistizio firmato da Badoglio, viene preso prigioniero dai tedeschi e internato in un campo di concentramento dal quale riesce a evadere, tornando a piedi al suo paese nel maggio del 1945.
Dopo la guerra inizia a battere a macchina i suoi appunti sulla campagna di Russia che saranno pubblicati nel 1953, grazie all’interessamento dello scrittore Elio Vittorini, con il titolo di Il sergente nella neve. Nel 1962 esce Il bosco degli urogalli. Nel 1971 corona il sogno di tornare sui luoghi della ritirata di Russia e due anni dopo pubblica Ritorno sul Don. Nel 1976 inizia a scrivere per “Tuttolibri” un racconto breve, che sarà tradotto in tutto il mondo, intitolato La storia di Tonle, un contrabbandiere vagabondo originario dell’Altopiano. Nel 1986 raccoglie in un volume, Amore di confine, una quarantina di racconti apparsi su riviste e giornali. Vive tuttora tra le sue montagne, schivo e appartato, e continua a scrivere pur rimanendo estraneo all’industria letteraria e alla vita mondana.
Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email