Concetti Chiave
- Il giorno della civetta è un romanzo giallo che esplora il substrato socioculturale siciliano, fondamentale per comprendere la storia e i personaggi.
- L'omicidio di Salvatore Colasberna, presidente di una cooperativa, avviene su un autobus, introducendo il tema centrale delle indagini impossibili a causa dell'omertà.
- Il libro mette in evidenza la paura di parlare dei siciliani, che influisce negativamente sulle indagini, come dimostra la reazione della signora Nicolosi.
- Le forze dell'ordine utilizzano stratagemmi per ottenere confessioni, ma la situazione si complica con l'intervento di un capomafia che altera le prove e le verità.
- La conclusione del romanzo è amara, con le indagini del capitano Bellodi vanificate da false verità che portano al rilascio dei sospettati e all'accusa della signora Nicolosi.
Il giorno della civetta scritto da Leonardo Sciascia è un romanzo giallo a carattere socioculturale: per comprendere bene la storia bisogna tener presente il substrato sociolculturale in cui è inserito l'autore. La narrazione è molto particolare e da una parte c'è la storia vera e propria cioè gli omicidi e le indagini; dall'altra ci sono gli eventi raccontati in modo molto più indeterminato, lasciando molte volte i personaggi nell'anonimato. Ciò ci permette di capire le radici della storia: il suo substrato logico
L'omicidio di Salvatore Colasberna
Il libro Il giorno della civetta inizia con una breve ma essenziale descrizione di un autobus in partenza, luogo del movente, dove avviene un omicidio quello di Salvatore Colasberna, presidente di una cooperativa edilizia.
Subito dopo l'omicidio, le forze dell'ordine, recatesi sul posto, cercano testimoni che possano fornire qualche informazione utile per le indagini, ma non riescono a farlo in quanto nell'autobus non c'è più nessuno.
Il tema dell'omertà
Qui appare per intero il vero problema esposto dal libro: le caratteristiche del modo siciliano, la loro idea sul tema della famiglia, degli affetti, delle relazioni, della giustizia e sopratutto appare interamente e nella maniera più assurdamente visibile il tema dell'omertà. Il libro è, infatti, ricco di informazioni, alcune chiaramente esposte, altre meno visibili sulla mentalità siciliana, di cui l'omertà ne rappresenta proprio un aspetto evidenziato dall'autore in modo molto suggestivo, esponendo cioè i pensieri dei siciliani che si trovano ad avere a che fare con tutto ciò che avviene intorno a loro
Indagini e paura di parlare
Ritornando al testo de Il giorno della civetta si nota come, successivamente, le forze dell'ordine per raccogliere elementi utili all'indagine interrogano il fratello e i soci del morto E' evidente attraverso le parole esposte dalla gente un elemento che sarà l'assunto di base caratterizzante tutta le indagine e che ne altererà i risultati: la paura delle persone ad esporsi ed a parlare liberamente ciò vale anche per la stessa signora Nicolosi che, dopo essersi resa conto che la scomparsa del marito aveva a che fare con l'omicidio di Salvatore Colasberna, cerca inutilmente di far finta di aver dimenticato il nome fattogli dal marito il giorno della sua scomparsa.
Confessioni e false verità
I carabinieri, dopo aver capito che la sparizione di Nicolosi potrebbe essere ricondotta all'omicidio di Colasberna, decidono di fermare Diego Marchica, detto Zicchinetta, perché sicuri del fatto che fu proprio lui ad essere riconosciuto da Nicolosi la mattina dell'agguato. E lo stesso trattamento è riservato al mandante dell'omicidio, un certo Pizzucco, conoscente del Marchica, sperando che costui confessi. Lo stratagemma dei carabinieri di usare una falsa deposizione per far confessare prima uno e poi l'altro delle persone coinvolte, porta le forze dell'ordine a Don Mariano Arena, capomafia e reale mandante dell'omicidio, che quando si rende conto che non può fare diversamente, vista la situazione venutasi a creare,sorprendentemente decide di confessare. Quando ormai si crede che i veri colpevoli siano ormai stati catturati, accade ciò che porta poi allo all'epilogo della storia: un capomafia ancor più potente di Don Mariano, il cui nome non è scritto, ordina di far costruire dei falsi alibi per i tre detenuti, in modo che le confessioni sembrino essere state strappate dai carabinieri con una forma di sevizia psicologica cui erano stati sottoposti gli inquisiti, durante l'interrogatorio. Da qui appare come i rapporti tra carabinieri e mafiosi siano assolutamente inseriti in un ambito di poca legalità e gli intrecci che si realizzano al momento della raccolta delle prove non fanno che confondere e alterare la verità.
Conclusione triste e ingiusta
La conclusione di questo libro è in qualche modo da considerarsi molto triste e ingiusta; il capitano Bellodi si ritrova, durante una licenza per malattia, ad apprendere da un quotidiano che stava leggendo, di come le sue indagini e accuse siano state completamente annullate a causa di nuove false verità venute fuori che hanno portato alla realizzazione di alibi e finte deposizioni da parte degli inquisiti che vengono immediatamente rilasciati dalla legge e di come sia indagata per l'omicidio del marito la signora Nicolosi e il suo amante.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del romanzo "Il giorno della civetta"?
- Come si svolge l'omicidio di Salvatore Colasberna?
- Qual è la reazione delle persone interrogate dalle forze dell'ordine?
- Come si sviluppano le indagini dopo l'omicidio?
- Qual è l'epilogo del romanzo e il suo significato?
Il tema centrale del romanzo è l'omertà, che rappresenta un aspetto fondamentale della mentalità siciliana, evidenziato attraverso le relazioni familiari e la paura di esporsi, come descritto nel testo.
L'omicidio di Salvatore Colasberna avviene su un autobus, dove le forze dell'ordine cercano testimoni ma non trovano nessuno, evidenziando l'assenza di collaborazione da parte della comunità, come riportato nel libro.
Le persone interrogate mostrano una forte paura di parlare liberamente, come dimostrato dalla signora Nicolosi, che cerca di dimenticare il nome del marito scomparso, riflettendo la cultura dell'omertà presente nel racconto.
Le indagini si complicano a causa della paura di confessare, portando i carabinieri a utilizzare stratagemmi per ottenere confessioni, ma alla fine si rivelano inefficaci a causa di falsi alibi creati dai mafiosi, come descritto nel testo.
L'epilogo è triste e ingiusto, poiché il capitano Bellodi scopre che le sue indagini sono state annullate da false verità e alibi, evidenziando la corruzione e l'impunità nel sistema, come riportato nel finale del libro.