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Romeo e Giulietta

Sintesi capitoli IV, V

IV. Ormai Romeo era già partito da Verona da qualche giorno per andare a Mantova (città del suo esilio). Nel frattempo, a Verona, il nobile Capuleti propose a Giulietta di sposare il conte Paride, un giovane gentiluomo valoroso e nobile. Questa proposta terrorizzò Giulietta, perché lei si era sposata di nascosto con Romeo; quindi cercò delle scuse per impedire questo matrimonio. Ma i suoi tentativi furono vani e il nobile Capuleti decise che il giovedì seguente si sarebbe celebrato il matrimonio. Quindi Giulietta si rivolse a frate Lorenzo per avere un rimedio per impedire questo matrimonio e il frate le diede una fiala che l’avrebbe fatta cadere in una morte apparente per quarantadue ore, poi sarebbe ritornata in vita (doveva berla la notte prima del matrimonio). Tornata a casa, Giulietta vide il suo futuro sposo e gli disse che l’avrebbe sposato, rendendo il giovane molto felice, ma rese felici soprattutto i suoi genitori che speravano tanto in questo matrimonio e iniziarono a preparare le imminenti nozze.

La notte del mercoledì seguente, Giulietta bevve il contenuto della fiala e perse i sensi. Il giorno del matrimonio, Paride si recò con i suoi musici a svegliare Giulietta, ma vide il corpo senza vita della sua futura sposa, per cui pianse perché la fanciulla si era separata da lui ancora prima di sposarlo. Più strazianti furono i gemiti dei genitori di Giulietta che hanno perso la loro unica figlia. Tutto quello che era stato preparato per il matrimonio venne trasformato in funerale e il corpo di Giulietta giaceva su un letto funebre all’interno della cappella dei Capuleti, dove giaceva il corpo sanguinante del cugino Tebaldo.

V. La notizia della morte di Giulietta giunse a Romeo prima che arrivasse il messaggero del frate che doveva spiegargli che si trattava di un finto funerale, una messa in scena che sarebbe durata poco fino a quando Romeo la liberasse da quel luogo. Così Romeo decise di tornare a Verona, ma prima si fermò da un farmacista che per un ingente somma di denaro gli diede il veleno. Arrivato a Verona, Romeo procurò una lanterna, un badile e un piede di porco si recò al cimitero, tentando di aprire la cappella dei Capuleti ma venne interrotto dal conte Paride che era andato al cimitero a portare i fiori a Giulietta. Paride minacciò Romeo di denunciarlo per essere ritornato a Verona, mentre Romeo lo minacciò di fare la stessa fine di Tebaldo. Paride non lo ascoltò e si gettò contro Romeo che si difese e alla fine Paride cadde morto a terra. Poi Romeo prese la lanterna e si rese conto che aveva ucciso Paride, colui che avrebbe dovuto sposare Giulietta. Aprì la cappella e vide la sua Giulietta su un letto funebre, ma non sapeva che di lì a poco si sarebbe svegliata. Diede l’ultimo bacio alla fanciulla e poi bevve il veleno.

Il frate, sapendo che il suo messaggero non era arrivato in tempo da Romeo, si precipitò alla cappella per portare via Giulietta prima che arrivi Romeo, ma giunto sul posto vide Romeo e Paride morti e nel frattempo Giulietta si svegliò e il frate, sentendo dei rumori all’esterno, le disse di andarsene da quel posto e poi sentendo ancora questi rumori se ne andò. Giulietta quando vide tra le mani di Romeo la fiala di veleno, capì che questa fu la causa della sua morte e siccome si era accorta che stava arrivando qualcuno, prese un pugnale e morì al fianco di Romeo. La notizia della morte di Paride, Romeo e Giulietta fece il giro di Verona arrivando alle famiglie Montecchi e Capuleti e a frate Lorenzo. Quest’ultimo raccontò di aver sposato i due ragazzi, di aver dato una fiala a Giulietta in modo che non sposasse Paride e raccontò della lettera che aveva mandato Romeo in cui c’era scritto di andare a prendere Giulietta nella cappella. Poi il frate non riuscì a proseguire nel suo racconto e continuò il paggio che aveva assistito al combattimento e dal serio che aveva accompagnato Romeo a Verona e gli aveva dato una lettera da consegnare al padre dopo la sua morte.
La lettera non fece altro che confermare le parole del padre. Il principe rimproverò sia la famiglia Montecchi sia la famiglia Capuleti per la loro inimicizia e disse che il destino li ha puniti con l’amore dei propri figli. Alla fine, per amore dei loro figli che hanno fatto una tragica fine, le due famiglie decidono di stringersi la mano e di lasciarsi alle spalle l’odio e il rancore che da tempo portavano avanti.

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