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Titolo Mare al Mattino
Autore Margaret Mazzantini
Anno di prima pubblicazione : 2011

Notizie sull’autore

Margaret Mazzantini nasce a Dublino il 27 ottobre 1961, dove vive per circa tre anni per poi trasferirsi a Tivoli con la famiglia. Vive tuttora a Roma. Figlia dello scrittore Carlo Mazzantini e della pittrice Anne Donnelly, è famosa per altre opere quali Il catino di zinco, Manola, Non ti muovere, Zorro, Venuto al mondo e Nessuno si salva da solo. Ha lavorato anche come attrice di teatro, cinema e televisione.

Genere letterario

Il libro è un romanzo ambientato in un contesto storico di grande attualità.

Contenuto e trama

Farid è un bambino libico figlio della vedova Jamila. Fuggono per la guerra, in cerca di salvezza in Italia, ma il loro viaggio per mare non ha buon fine. Dall’altra parte del mare, in Sicilia, Vito guarda il mare. È il figlio di Angelina, la quale fu vittima del volere di Gheddafi nel 1970, venendo cacciata dalla sua amata Tripoli. Il figlio la riporterà a Tripoli successivamente, e Angelina rivedrà il suo antico amore Alì. Le due storie non si intrecciano concretamente, ma si assomigliano per lo stesso dolore delle due madri e lo stesso smarrimento dei due figli. Il romanzo si conclude bruscamente con la morte di Gheddafi, simbolo di una fredda libertà. Fabula e intreccio non coincidono, poiché la narrazione è continuamente interrotta da flashback, specialmente da parte di Angelina. È una storia interessante perché ci sono molti cambi di scena ed essi ti costringono a prestare attenzione.

Narratore

Il narratore è esterno ed onnisciente. Il romanzo è quindi interamente narrato in terza persona. Condivido pienamente la scelta dell’autrice, poiché la terza persona contribuisce all’incremento del già presente senso di freddezza e distacco.

Personaggi

I personaggi principali sono Jamila, Farid, Vito e Angelina. Jamila è una donna forte, tenace, con un grande cuore e molto amore da regalare. È infatti molto legata a Farid e lo notiamo specialmente nelle ultime righe che li descrivono, nelle quali si avverte la disperazione di Jamila nel resistere quanto più possibile stringendo Farid mentre muore e mantenendosi in vita. Farid è un bambino sensibile, molto attento e intelligente. Sembra un bambino particolare, non uguale agli altri. Molto importante è il rapporto che instaura con la Gazzella. Una delle sue caratteristiche principali è l’innocenza, fiutata dall’animale, che sembra fidarsi ciecamente di lui. Vito è un ragazzo moderno, dalle caratteristiche molto comuni. Appare superficiale, ma nel profondo è un ragazzo attento e sensibile, molto simile a Farid, ma meno trasparente. Lo definirei un po’ selvaggio. È da sottolineare l’importanza di alcuni personaggi secondari quali il padre ormai defunto di Farid, Omar, il nonno Mussa, Santa e Antonio, Alì. Tutti i personaggi hanno una cosa in comune: qualcosa che hanno lasciato in sospeso, un conto ancora aperto. Credo che i veri protagonisti delle storie siano Angelina e Farid.

Aspetti narratologici, punto di vista e ritmo

Il punto di vista adottato dal narratore è variabile: in alcuni punti è quello di Vito, in altri è quello di Angelina, in altri punti è di Farid e in altri ancora è di Jamila. Il ritmo narrativo è piuttosto lento, ci sono poche sorprese e poca suspense lungo il racconto. Il finale ha una sfumatura di sorpresa, nel senso che viene introdotta con violenza la morte di Gheddafi e viene sminuita la gioia della “libertà”:
« - Gheddafi, hanno ammazzato Gheddafi.
- Ah.
Era caduta su un tappeto di petali, leggera, immortale. Era quello il delitto d’ottobre. Non era andata su internet a vedersi il flagello, la fuga nel buco di cemento del topo insanguinato. Conosce la fine dei dittatori. Quando la carne diventa gomma da trascinare. L’insensatezza della rabbia postuma. Nessuna gioia, solo un macabro trofeo che sporca i vivi. La memoria è calce sui marciapiedi del sangue. Siamo liberi. Evviva evviva.»

Aspetti stilistici

Il linguaggio è colloquiale, piuttosto moderno, a causa del fatto che il romanzo è molto recente. Il lessico è molto semplice, il che rende il romanzo molto accessibile sotto il punto di vista stilistico. L’autrice utilizza molti periodi brevi e pochissimi dialoghi. Entrambe le tecniche contribuiscono, insieme al narratore esterno, al senso di distacco di cui ho parlato in precedenza. Definirei lo stile dell’autrice molto severo, drammatico e piuttosto poetico.

Tematiche
Dal romanzo ricaviamo molti temi, tra i quali prevalgono il tema del potere, della guerra e dell’ingiustizia. Attraverso il romanzo, infatti, l’autrice intende aprirci gli occhi sulle terribili conseguenze delle guerre e del potere di determinate persone. Sfruttando due storie molto attuali (tuttora l’Italia assiste all’arrivo di barche colme di profughi provenienti dall’Africa) l’autrice ci fa comprendere quanto duro sia il cammino verso la libertà e quanto profonda deve essere la nostra analisi delle situazioni prima di esprimere un giudizio sull’argomento. La freddezza e il distacco sempre presenti durante il racconto ci feriscono colpendoci violentemente e facendoci quindi riflettere sui temi trattati.
Osservazioni conclusive
Il romanzo mi ha lasciato confusa. Mi è piaciuto poiché temi così forti ed importanti sono trattati con molta serietà e realismo, tuttavia mi sarei aspettata un concreto intreccio tra le due storie, mentre esse restano piuttosto “separate”. L’unico legame tra le due sono le esperienze simili dei personaggi. Avrei preferito un incontro e magari un dialogo tra i personaggi delle due storie, tuttavia è un racconto breve ma interessante che consiglierei vivamente ai ragazzi, così come agli adulti. Un vero colpo che ti porta a riflettere sulle situazioni attuali.

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