Origini del totalitarismo


Il Novecento è stato il secolo storicamente più rilevante e distruttivo di tutta la storia mondiale della quale siamo a conoscenza. Non esiste alcun altro periodo, infatti, in cui si siano combattute due guerre su scala mondiale e in cui si sia arrivati a contare milioni e milioni di deceduti, nei modi più disumani e degenerati che possano essere immaginati. Ciò è da ricondurre, senza alcun dubbio, all'uso folle fatto della scienza per creare armi tecnologicamente avanzate in grado di sterminare intere città in meno di un secondo, con ripercussioni drammatiche sul futuro dell'umanità. Questo uso della scienza contro l'umanità è conseguente alla nascita del totalitarismo, effetto della "febbre delle dittature", il quale germe è da rintracciare nell'Ottocento, allo scoppio della Rivoluzione industriale e ancor prima nel Settecento, con l'Illuminismo, colpevole di aver creato un illusorio velo di Maya che rendeva l'idea di progresso come qualcosa di positivo (un tragitto lineare dal male al bene) e la conseguenza dell'ottimismo storico e scientifico è da rintracciarsi nella nascita del Positivismo. Con la della produzione in serie, la società di massa ha preso il via, degenerando proprio nel totalitarismo: queste sono le origini di questo secondo Arendt, tracciate nella sua omonima opera del 1951. Arendt si pone le domande tipiche del suo tempo: che cosa succedeva? Perché succedeva? Come era potuto succedere?
[Sotto l'aspetto storico-politico analizza la storia europea contemporanea (dalla fine dell'Ottocento alla Seconda guerra mondiale) e sotto l'aspetto filosofico-politico elabora uno schema generale del regime totalitario (soprattutto nazismo e stalinismo).]
Arendt crede che la premessa del totalitarismo sia l'antisemitismo, giustificato da un nazionalismo degenerato in imperialismo, il quale entra in crisi con lo scoppio della Prima guerra mondiale: questa crisi è il virus che permette la nascita del totalitarismo, che ottiene potere e "consenso" nella società di massa con il terrore (binomio ideologia-terrore). Il totalitarismo (attuato con il partito unico, la polizia segreta e il mito del capo supremo) capovolge le norme della logica e della natura umana, rendendo superflui gli uomini, punendoli senza un reato e sfruttandoli senza un profitto.
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