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Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij

Narratore:

Interno (io narrante)

Focalizzazione:

interna

Ambientazione:

San Pietroburgo

Tempo:

imprecisato, ma non contemporaneo

Protagonista:

ragazzo di 26 anni, si definisce un sognatore, si sente solo, quasi abbandonato, perché a Pietroburgo non conosce nessuno e si rende conto che nessuno conosce lui; è un pensatore, gli interessa studiare le persone e i comportamenti di queste che vede per strada, analizzarne i comportamenti, andare a fondo.

Altri personaggi:

  • -Nasten’ka: ragazza diciassettenne, giovane e indifesa, rattristata dalla solitudine come il protagonista, ma ha in sè la voglia di rinascere, ricominciare a vivere, incontrare persone nuove e ridere; vive sola con la nonna cieca, che, racconta, la protegge e l’accudisce come fosse sua mamma, preoccupandosi per lei. Quindi sola, la ragazza, incontrando il protagonista, che le porge la mano senza neanche conoscerla, sente di potergli rivelare tutto, la sua vita passata, e, al tempo stesso, sente il dovere di aiutare quell’uomo così gentile premuroso, che senza richiesta, l’ha aiutata a risolvere una spiacevole situazione notturna.
    -Matrëna: governante del protagonista.
    -Nonna di Nasten’ka: molto vecchia e cieca, molto affezionata alla ragazza, per rimproverarla dopo aver fatto una marachella, ha legato il vestito della giovane al suo con uno spilla che toglie solo in casi particolari.
    -Vecchio amante di Nasten’ka: giovane e affascinante, ha conosciuto la ragazza perché sua nonna gli ha affittato una stanza, inizialmente prova compassione per la ragazza, costretta a vivere legata alla nonna e cerca di distrarla e di portarla fuori, si innamora di lei e, dovendo partire, le promette di tornare con più soldi, necessari a sposarla.

Storia:

Il protagonista inizia a narrare la storia descrivendo se stesso, il suo modo particolare di pensare e analizzare ogni aspetto della vita, della gente e della città che lo circonda; espone chiaramente il suo problema in merito alla solitudine, la difficoltà di avere nuove conoscenze e quindi di lasciarsi andare.
Il ragazzo, un giorno, si rende conto che tutti, tranne lui, stanno crescendo, stanno proseguendo per la propria strada la loro vita, da uomini soli stanno formando famiglie e questo comporta in molti casi il loro trasferimento verso le campagne, luoghi più adatti e favorevoli a mettere su famiglia, comprare una nuova casa, e così crescere; analizzando questo continuo crescere delle persone che lo circondano, pur non conoscendole, si sente abbandonato da loro, e così accresce il suo sentimento di solitudine. Per frenare questo forte sentimento, il ragazzo decide di fare una lunga passeggiata uscendo dalla città; a notte inoltrata, tornando felice e stranamente spensierato verso casa, incontra una giovane ragazza che sta piangendo, così decide di avvicinarla per condividere la sua felicità, ma la ragazza, credendolo un malintenzionato, fugge, ritrovandosi di fronte ad un ubriaco che la vuole molestare ma, fortunatamente il protagonista non l’ha persa di vista e così aiuta la ragazza ad allontanarsi dal vecchio signore. La ragazza, si sente ora protetta dal suo salvatore e i due si avventurano in una lunga conversazione, alla fine della quale i due dicono espressamente di conoscersi a fondo, cosa improbabile considerando che si sono conosciuti solo pochi attimi prima, pensano i due, comunque decidono di darsi appuntamento per la notte seguente nello stesso posto.

Durante questa seconda notte i due ragazzi si confidano gli aspetti più particolari ed interessanti della propria vita, e solo ora il protagonista viene a conoscenza del nome della donna, Nasten’ka, che lui continuerà a chiamare il suo angelo custode, qualcuno con cui finalmente si sente libero di rivelare i suoi pensieri sulla vita, e il suo modo di vedere la città.
Durante la descrizione della storia di Nasten’ka, il protagonista viene a sapere che la ragazza è stata, ed a distanza di un anno, è ancora, innamorata di un uomo, che però un anno fa ha deciso di partire per lavoro promettendo alla ragazza di tornare più ricco e sposarla. Passato un anno, Nasten’ka sa che il suo amante è tornato in città in quei giorni ma non si è ancora ripresentato alla sua porta. Appassionato da questa storia d’amore, il protagonista decide di aiutare la ragazza a riconquistare l’uomo, o almeno a capire il perché di questo prolungato allontanamento; Nasten’ka così, sotto iniziativa del protagonista, decide di scrivere una lettera al suo innamorato.
Aiutando la ragazza a ritrovare il suo amore perduto, il protagonista si affeziona sempre di più a lei, fino ad arrivare al sentimento di amore che però sa, non può essere corrisposto; la ragazza lo vede ora come un fratello.
Arrivati così alla quarta notte, Nasten’ka non ha ancora avuto risposta dall’uomo a cui aveva dato appuntamento sulla panchina dove si erano ripromessi di trovarsi dopo l’anno di allontanamento. Disperata, la ragazza scoppia a piangere tra le braccia del protagonista che, sopraffatto dalla sua dolcezza le rivela il suo amore; Nasten’ka è inizialmente sconvolta, poi, ripensando ai sentimenti che in quei pochi giorni di conoscenza, ha provato per l’uomo, si accorge di essere come lui innamorata. L’indecisione della ragazza quindi, è tra avventurarsi in una nuova storia d’amore con il protagonista o continuare a sperare su un vecchio amore; Nasten’ka così si ripromette di dimenticare l’amore perduto e di intraprendere una nuova vita con il protagonista.
Incamminandosi verso casa della ragazza, i due nuovi innamorati, progettano già la loro nuova vita insieme quando, inaspettatamente, si presenta davanti a loro il vecchio amante di Nasten’ka; sorpresa, sopraffatta dalla sorpresa, la ragazza saluta il protagonista e sparisce con il suo vecchio amore.
Il giorno successivo, il protagonista, leggendo una lettera inviatagli da Nasten’ka dove questa gli descrive il suo amore profondo per il suo futuro marito e ringrazia il destinatario per essere stato un grande amico, il protagonista inizia a pensare al suo futuro, si preoccupa per questo e vede le cose in modo diverso, invecchiate, come se il tempo avesse iniziato ora a scorrere, sicuramente più veloce di prima; non vuole morire solo.

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