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Riassunto de La solita polpetta di Pronzini


In questo libro viene descritto come il protagonista Mitchell entrasse ormai regolarmente nel Vienne Delicatessen da almeno due mesi. Anche alle due di giovedì pomeriggio notò come la tavola calda fosse frequentata da pochissima gente, ovvero circa dieci clienti. D’altronde questo locale stava finendo nell'ambito della zona popolare della città.
Mitchell viveva nei quartieri bassi, ma ambiva a mangiare nei quartieri alti della città, i quali erano dominati dal lusso, però il Vienne Delicatessen era un posto dove si mangiava bene non spendendo molto; il proprietario era tedesco e si chiamava Giftholz: era un uomo simpatico e non capiva bene la lingua che si parlava nella cittadina.
Come sempre Giftholz era dietro il bancone quando giunse Mitchell. Il proprietario del locale gli chiese come andava e Mitchell rispose con il termine “la solita polpetta” che probabilmente significava sempre uguale. Giftholz gli chiese che cosa volesse per mangiare e Mitchell gli disse che prendeva sempre il solito sandwich con würstel e dell’insalata di verza accanto. Il proprietario della tavola calda ci impiegò un po’ ma gli servì da mangiare; il protagonista era sempre soddisfatto di ciò che mangiava. Mitchell gli chiese come facesse a vivere della sua attività commerciale, se i prezzi che proponeva per i piatti cucinati erano così bassi, gli chiese anche se avesse qualche giro d’affari per campare. Giftholz gli rispose che non aveva alcun giro d’affari, semplicemente andava avanti con la sua attività accontentandosi di poco e facendo prezzi onesti. Pareva anche non temesse la concorrenza degli altri locali che proponevano maggiori offerte. Il prezzo del cibo di Mitchell era molto economico, solo due dollari per mangiare.

Evoluzione della storia

Il protagonista tirò fuori il portafoglio per pagare; all'interno di questo erano presenti tantissimi soldi e il proprietario della locanda, sorpreso, gli chiese come avesse fatto a guadagnare così tanti soldi. Questi rispose che erano soldi guadagnati con dei lavoretti fatti a persone di sua conoscenza. Ad un certo punto Giftholz gli porse delle caramelle gratis, in quanto Mitchell era per lui un ottimo cliente, poi lo invitò nella sua cucina, la quale era dotata di tutti gli arnesi possibili che servivano per una cucina. Ad un certo punto il proprietario della tavola calda chiese al cliente se sapeva che cosa volesse dire in tedesco il suo cognome, ma questi affermava di non saperlo. Giftholz rispose che significava pianta del veleno; a Mitchell iniziò a mancargli a questo punto il respiro, avendo le vertigini. Non sentiva più nulla, quando ad un certo punto cadde battendo il volto. Gittholz pensò che in fondo il suo cliente era un malvivente e non provava dunque alcun rimorso per la sua imminente morte. Toccò il polso dell’uomo e non avvertì in lui alcun segno di vita.
Nel giro di pochi minuti, per effetto del veleno presente nello stuzzicadenti speciale, Mitchell sarebbe dunque morto. Giftholz, a questo punto buttò l’oggetto avvelenato, rubando il portafogli del suo cliente: in fondo doveva sempre campare in qualche modo. La storia si conclude con il proprietario della tavola calda che trascinava il corpo del cliente verso il tritacarne.
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