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Analisi del romanzo "Le Metarfosi" di Kafka

La Metamorfosi di Kafka è un romanzo agghiacciante e iperbolico che manifesta la psicologica freddezza della società borghese, la quale dimentica in parte la propria umanità per dedicarsi con tutte le forze, mentali e fisiche, alla produttività.
L’intero romanzo è un paradosso: se per assurdo ci svegliassimo nel corpo di un animale, il nostro primo pensiero non si rivolgerebbe certamente al lavoro.
Invece, la prima preoccupazione di Gregor è quella di aver perso il treno per andare a lavoro, nonostante sia consapevole di essersi misteriosamente trasformato in un animale. L’aspetto inquietante di questo romanzo è che l’autore rende la misteriosa e paradossale metamorfosi un qualcosa di normale. Nessuno si chiede come sia stato possibile o cerca una soluzione: l’unico pensiero che attanaglia il nucleo familiare è quello di trovare un modo per continuare a sopravvivere adattandosi semplicemente alla nuova situazione.

Gregor sente ogni cosa come se fosse umano, la vera metamorfosi avviene quando lui diventa un animale anche interiormente, quando la sua mente si adatta alla nuova condizione.
I membri della famiglia, oppressi dalla necessità di continuare a trovare un modo per andare avanti, dimenticano che dietro quell’insetto si cela un familiare.
Questa situazione paradossale rappresenta ciò che realmente avveniva nella società borghese durante l’epoca del consumo: l’alienazione dell’individuo.
Il soggetto è attanagliato dalle responsabilità e dalla necessità di far sopravvivere il nucleo familiare, la sua vita diventa monotona e incentrata solo sul lavoro, lo spazio in cui Gregor vive dopo la sua metamorfosi è angusto e claustrofobico, come il mondo del lavoro durante il Novecento. Un mondo in cui l’individuo perde, a causa della monotonia e della mentalità utilitaristica, i rapporti umani e la capacità di comunicare con gli altri, ogni cosa si incentra esclusivamente sul guadagno e sull’utile, non c’è spazio per i sentimenti. Proprio come accade a Gregor: segregato nella sua stanza, spogliata anche dai mobili che ricordano gli affetti familiari. L’umanità di Gregor si risveglia nel momento in cui la sorella suona il violino, ma ormai è troppo tardi.
Per molto tempo lui manteneva l’intera famiglia e ora, che non serviva più era diventato un peso per tutti.
La sua morte per fame e stenti avviene in solitudine, non è vista come la morte di un familiare, ma come la morte di una bestia. La commozione si frena subito al pensiero di essere riusciti a stabilire un nuovo equilibrio, in modo totalmente indifferente di fronte a quella che in realtà era la morte di un caro.

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