fradv di fradv
Ominide 87 punti

Muriel Barbery è una docente di filosofia presso un istituto universitario di Saint-Lo in Francia; nel 2000 pubblica il suo primo romanzo: estasi culinarie (con cui vince il premio per il miglior libro di letteratura gastronomica), e in seguito nel 2006 pubblica L’Eleganza del Riccio che le fa avere un enorme successo in Francia e in Italia. Il romanzo è ambientato a Parigi, in un palazzo dall’aria elegante, dove vivono famiglie facoltose e benestanti. La portinaia di questo palazzo è Renée, una donna che in apparenza è sciatta, pigra, presa solo dalla televisione e dal suo gatto, ma che in realtà è molto colta, ama l’arte, la musica, la letteratura, la filosofia e la cultura giapponese. Nello stesso palazzo vive Paloma, dodicenne brillante e intelligente, figlia di un ministro, che ha deciso di suicidarsi nel giorno del suo tredicesimo compleanno perché non riesce a comprendere ed accettare la mediocrità delle persone che la circondano. Renée e Paloma si incontrano e si riconoscono come simili grazie all’arrivo di un nuovo personaggio nel palazzo: il ricco signore giapponese Kakuro Ozu.

Le due narratrici, Renée e Paloma, raccontano la vicenda scrivendo sotto forma di diario, in questo modo si interagisce con le sensazioni e le emozioni delle due protagoniste. La forma è complessa, data dalle continue citazioni filosofiche e dai riferimenti alla cinematografia giapponese, senza escludere le citazioni dei più grandi pittori italiani e non; riferimenti che stanno a sottolineare l’acutezza dei personaggi. (ricordiamo Tolstoj, Freud, Nietzsche). Troviamo l’uso di alcuni elementi narrativi come il flashback, per scoprire a poco a poco la storia di Renée con colpo di scena finale, il sarcasmo della stessa e la simbologia giapponese riguardo la Camelia (indicatore di raffinatezza e perfezione).

Ciò che colpisce, è la paura di Paloma di non riuscire a realizzare i propri sogni e di fare la fine degli adulti che accettano una vita che non gli appartiene, finendo nella “boccia dei pesci rossi”; la paura di Renée di uscire fuori dagli schemi che il destino e la società le impone attraverso un pregiudizio secolare nei confronti di una classificazione per ceti. Due personaggi che si comportano come poeti maledetti: anticonformisti e ribelli pur nascondendosi. È grazie al signor Ozu che però entrambe capiscono di poter uscire allo scoperto di poter sopravvivere amando l’arte e le piccole cose come bere il tè (propria della cultura giapponese); amando ciò che innalza l’animo umano e rende l’uomo superiore al suo istinto animalesco.

Paloma quando parla di Renée dice:” Fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.” Aculei corrispondenti al pregiudizio assegnatele; il pregiudizio nasce principalmente dalla necessità della mente di adoperare specifici meccanismi di semplificazione per affrontare la realtà esterna dell’individuo. Tale giudizio è funzionale per colui che lo manifesta, perché mediante la formazione di categorie sociali, garantisce una visione del mondo coerente con le proprie aspettative. Il pregiudizio nasce perchè l’uomo sente il bisogno di realizzare una opinione nei confronti di una seconda entità. Il pregiudizio fa parte di noi, non c’è modo di annientarlo poiché ci dà sicurezza. Possiamo solo mitigare il suo effetto negativo imparando a non giudicare al primo impatto.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email