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Dimentica le mille e una notte di Marco Varvello


• Dimentica le mille e una notte è un libro pubblicato nell’anno 2005 e scritto dall’autore Marco Varvello. Viene raccontata una delle tante storie di donne che sono costrette ad abbandonare il Paese dove sono immigrate con le loro famiglie per poi raggiungere spesso uomini sconosciuti a cui sono state promesse in spose nei Paesi d’origine dei loro genitori, dove non conoscono nessuno. Marco Varvello è un giornalista che ha raccontato in questo libro una delle tante storie di queste donne; il nome della protagonista è Salima.

La storia di Salima


• Salima ha diciassette anni, è di origini pakistane, studia e vive in Inghilterra con la sua famiglia emigrata dal Pakistan. I genitori fanno di tutto perché i loro figli non perdano le loro radici e cercano di trasmettergli le tradizioni e i costumi del loro Paese d’origine. Nella loro casa a Londra si parla il punjabi, si da del voi al padre, si mangia il cibo tradizionale del Pakistan, ecc…

Il viaggio in Pakistan


• La famiglia presto viene a sapere che il nonno di Salima è molto ammalato e quindi è pronta a partire con le due figlie femmine verso il Pakistan. Salima inizia ad avere dei sospetti circa questo viaggio e soprattutto la domanda che si pone è come mai insieme ai suoi genitori è partita solo lei e sua sorella e non i suoi fratelli maschi? Sin da prima di effettuare il viaggio fino ad arrivare al momento in cui sono giunti in Pakistan nota un clima di troppa euforia tra i membri della sua famiglia, a tal punto da pensare che forse quel viaggio è stato deciso per altro e che forse la riguarda in qualche modo. La certezza che il viaggio fosse stato effettuato per organizzare il suo matrimonio pianificato la ragazza ce l’ha a tutti gli effetti nel momento in cui si reca insieme a sua madre in un negozio di abiti, dove tutta sorridente quest'ultima le fa provare il suo nuovo sari. Salima non ha ormai più dubbi: la vogliono dare in sposa ad un uomo a lei sconosciuto e pakistano.



Il viaggio della famiglia continua e la giovane è pronta a recarsi insieme ai suoi genitori e alla sorella minore presso il villaggio in cui dovrà conoscere il suo futuro sposo, suo cugino Rashid. Il suo destino dunque è segnato, Salima si dispera, capisce che non può rifiutarsi di sposare quell’uomo a lei ignoto e se prova a ribellarsi suo padre la picchia. A questo punto l’unico modo di manifestare il suo disappunto è quello di iniziare a non mangiare più, iniziando a logorarsi dunque fisicamente pur di non sposare una persona che lei non conosce per nulla. Il clima diventa dunque sempre più teso e drammatico e la ragazza ha come unico pensiero continuo la fuga dal villaggio. Per Rashid invece è la sua famiglia a decidere così come impongono le tradizioni del suo Paese.

La via della fuga per Salima


• Salima si trova dunque in un Paese per lei straniero, dove non ha nulla in comune con le altre persone, è cittadina britannica, ma non ha con sé manco i documenti che lo certifichino. A questo punto finalmente per lei e per la sorella minore arriva il momento adatto per tentare la fuga: un funerale a cui partecipano i genitori. Mentre questi si trovano nel luogo della cerimonia funebre, Salima e sua sorella si trovano presso l’abitazione di una zia. Proprio in questo momento la giovane decide di pianificare la fuga, prende dei soldi dall’abitazione e, messasi il burqa, insieme alla sorella decide di scappare.
Così vestite devono stare attente, perché potrebbero attirare l’attenzione di uomini che le potrebbero anche denunciare. Dopo tutta una serie di peripezie giungono a Lahore, entrano in un Internet point frequentato da soli uomini e vengono guardate con sospetto. La loro salvezza sarà una voce che parla in inglese dall’altra parte della cornetta del telefono. Le due giovani sono finalmente libere, l’Ambasciata, infatti, ha rappresentato la loro salvezza: le due sorelle fortunatamente riescono a rientrare in Inghilterra, dove vengono affidate ad una casa-rifugio.
I genitori cercano in tutti i modi di chiedere scusa alle loro figlie, le quali però non sono in grado di accettarle. Le due ragazze dunque hanno scelto la loro libertà alle costrizioni imposte dalla loro famiglia d’origine.
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