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Il libro è palesato sulle esperienze reali della giovane vita di una fanciulla ebrea di quattordici anni, che vive in una successione agghiacciante prima un’esperienza nel ghetto di una cittadina in Polonia, poi la dura fatica in un campo da lavoro ed infine la vergogna, l’umiliazione, e la perdita di dignità in un campo di prostituzione. Daniella, ragazza molto giovane, sente su di sè la mostruosità di una situazione insostenibile, orribile, ai limiti della descrizione: il suo giovane e puro corpo, accompagnato da quello di altre ragazze e donne che condividono queste brutale situazione, viene sfruttato e utilizzato come mezzo di piacere dalle SS premiate e spedite in licenza al cosiddetto "campo della gioia".
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