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Ambarabà - Culicchia


Ambarabà di Giuseppe Culicchia è un libro interessante e intrigante, soprattutto dal punto di vista stilistico. Il libro è molto scorrevole, piacevole alla lettura ma, allo stesso tempo offre uno spunto di riflessione da non sottovalutare.
Quante volte ci è capitato di guardarci intorno mentre aspettiamo l’arrivo del treno e, osservando le persone, pensare a come potrebbero essere le loro giornate, a cosa stanno pensando?
In un certo senso è quello che fa l’autore, ma con grande originalità: ventuno personaggi l’uno diverso dall’altro, ventuno stili diversi per la loro descrizione.
Nel complesso emerge un quadro grottesco e tragicomico di una società popolata da reietti e dalle persone più strane e inquietanti.
I personaggi caratterizzati rappresentano gli estremi della nostra società basata sull’apparenza, sul sesso, sull’assenza di valori: dalla modella bulimica all’adolescente con le cuffie alle orecchie, dalla prostituta all’uomo d’affari, dal barbone all’uomo tatuato.
L’eterogeneità dei personaggi si traduce inevitabilmente in un’eterogeneità stilistica: sono i protagonisti a parlare, anche attraverso un confusionario flusso di coscienza che trascina il lettore nel vuoto della loro esistenza.
Sarà il ventunesimo personaggio a dar voce all’autore e alla sua aspra critica contro la società, ma soprattutto a conferire unione a storie apparentemente disconnesse.
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