Tutti giù per terra di Giuseppe Culicchia


Probabilmente per un giovane di oggi la vera iniziazione alla vita adulta comincia con il lavoro. Come molti suoi coetanei, il giovane Walter si illude di trovare subito un’occupazione stabile e soddisfacente, consona ai suoi studi e ai suoi desideri; poi, messe da parte le velleità, abbassa la mira per ottenere un lavoro, anche lontano dalle sue attitudini, purché si tratti di un’attività che finalmente gli offra un ruolo e una dimensione nella società in cui vive.
La sua ricerca assume i contorni di una vicenda avventurosa e tragicomica dove egli si scontra con le difficoltà della vita, con le ingiustizie e le incongruenze del nostro mondo, che non consentono a un giovane di lavorare a vivere con dignità. Walter, pur mantenendo intatte la sua ironia e la sua lucidità di giudizio, uscirà da questa lotta cambiato e trasformato in un adulto disilluso e amareggiato.
Tutti giù per terra, pubblicato nel 1994, è il fortunato romanzo d’esordio di un autore destinato ad essere molto amato dai giovani.
Nell’opera, redatta sotto forma di diario, il protagonista Walter rievoca i difficili anni dopo la fine della scuola superiore: dapprima l’estenuante attesa del servizio militare, quindi l’impiego come obiettore di coscienza alle prese con zingari e barboni, poi la deludente esperienza universitaria, infine le difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro. Le vicende si svolgono alla fine degli anni Ottanta e il romanzo costituisce un’incisiva denuncia di problemi ancora tragicamente attuali, responsabili di un genere “male di vivere” giovanile: la disoccupazione e lo scollamento tra le aspettative dei giovani diplomati e le esigenze del mercato del lavoro, la disorganizzazione delle università italiane, la difficile conquista dell’indipendenza economica e il conseguente protrarsi di una dimensione adolescenziale, i conflitti generazionali.
Giuseppe Culicchia nato a Torino, venne scoperto dallo scrittore Pier Vittorio Tondelli, che nel 1990 ne pubblicò alcuni racconti in un’antologia da lui curata, dedicata alla letteratura giovanile italiana. Il suo primo romanzo Tutti giù per terra, del 1994, fu un immediato successo, e il regista Davide Ferrario ne diede una versione cinematografica altrettanto felice nel 1997. nel 1995 uscì la continuazione del libro, intitolata Paso Doble: il protagonista Walter vi appare ormai maturo, integrato nella società e con un lavoro sicuro, ma ha dovuto rinunciare ai propri sogni e alla propria identità.
In queste opere, come nelle seguenti Bla bla bla e Ambarabà, l’autore fa uso di uno stile colloquiale, spezzato, fatto di periodi brevi, nei quali è bandito tutto ciò che non è essenziale, con il proposito di ridare dignità alla lingua parlata.
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