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Jiménez - Yo no soy yo


La poesia è tratta dalla collezione Eternidades di Jiménez, pubblicata nel 1918. I testi appartenenti a questa fase sono incentrati sull'interiorità del poeta, pervasa dalle sue sensazioni. Questo modo di scrivere è noto come poesía desnuda.
Il titolo del testo è una paradoja: un qualcosa di assurdo.
Nei primi due versi è possibile notare che il poeta ha lasciato degli spazi bianchi intenzionalmente.
All'interno del poema non sono presenti né strofe, né rime. Di fatto, il testo si compone di versículos: essi non rispettano alcuna regola metrica.
Il linguaggio utilizzato è quotidiano e comune, ciò nonostante sono presenti diverse figure retoriche.
Riguardo la forma, il poema si divide in due parti con un totale di nove versi.
Il poeta, durante tutto il testo, fa delle considerazioni importanti per quanto riguarda il suo essere. Egli arriva a comprendere che esistono due entità differenti. La prima è il yo inmaterial, il quale ha le seguenti caratteristiche: entrañable, invisible, imperecedero, eterno, respetuoso, bueno. L'altra entità è il yo material, il quale è: visible, estatico, malo, siente sentimientos indignos, mortal, falaz. Senza ombra di dubbio, il poeta esalta il yo inmaterial e critica il yo material.
In seguito, si nota una necessità di libertà del poeta, il quale si deve liberare dai suoi tormenti interiori.
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