Concetti Chiave
- Alemán, scrittore dell'età dell'oro, è conosciuto principalmente per il suo romanzo "Guzmán de Alfarache", pubblicato in due parti nel 1599 e nel 1604.
- La sua formazione accademica include studi in Arti e Teologia e Medicina, ma la morte del padre lo costrinse a interrompere gli studi.
- La carriera di Alemán è segnata da viaggi e difficoltà economiche, inclusa una breve detenzione per debiti a Siviglia.
- Il "Guzmán de Alfarache" presenta un dualismo tra il mascalzone e il peccatore pentito, con un forte messaggio morale intercalato nella narrazione.
- La visione del mondo espressa nell'opera è pessimista, evidenziando la lotta per la sopravvivenza in un contesto violento, riflettendo le esperienze personali dell'autore.
Indice
Infanzia e famiglia
Scrittore dell'età dell'oro, è noto soprattutto per il suo romanzo
Fu battezzato nella chiesa di San Salvador il 28 settembre 1547.
Il padre era Hernando Aleman, supposta di origine ebraica (tra i suoi antenati potrebbe essere un giudaico condannato al rogo), chirurgo nella prigione di Siviglia dal 1557; la madre era Juana de Enero, figlia di un mercante di origine italiana. È nata, quindi, nello stesso anno di Miguel de Cervantes, anche se la sua visione della vita è molto più misantropa e pessimista:
Vivono tutti a caccia l'uno dell'altro, come il gatto del topo e il ragno del serpente.
Formazione e matrimonio
Forse ha iniziato gli studi umanistici nel laboratorio di Juan de Mal Lara, ma si è laureato all'Università Maese Rodrigo con un Bachelor of Arts and Theology (1564). In seguito studiò Medicina a Salamanca e Alcala de Henares, ma quando suo padre morì, nel 1567, potrebbe aver lasciato gli studi, dato che non compare nei libri come laureato, quella laurea.
Nell'autunno del 1568 fu a Siviglia, dove lui e sua madre gli avevano prestato i soldi del capitano Alonso Hernández de Ayala, a condizione che Mateo prendesse in moglie Catalina de Espinosa, nel caso in cui la somma concordata non fosse stata restituita; Alemán voleva sfidare l'accordo, ma per evitare la prigione fu costretto a sposare Doña Catalina; il matrimonio sarebbe finito anni dopo la separazione.
Ha lavorato in attesa come contabile a Siviglia e poi a
Carriera e viaggi
Ha fatto un primo tentativo di navigare verso le Indie, ma non è stato in grado di farlo. Nel 1586 era a Madrid. Nel 1593 si recò ad Almadén come legale per ispezionare le famose miniere di mercurio, vendute dal re a Fugger (i famosi banchieri tedeschi), dove i prigionieri erano detenuti ai lavori forzati. Il tedesco scrisse un rapporto sulle terribili condizioni dei prigionieri e sollecitò un'indagine (poi abbandonata); tuttavia, l'incidente lo riportò a contatto con il mondo dell'incuria.
Tornato a corte, Alemán si dedicò alla traduzione di alcune delle odi di
Nel 1601 tornò a Siviglia indebitato, per il quale fu nuovamente imprigionato nel 1602. Nel frattempo, una seconda parte apocrifa di Guzmán de Alfarache è stata pubblicata a Valencia, scritta da un certo Mateo Lujan de Sayavedra, ad esempio, lo pseudonimo valenciano dell'avvocato Juan Martí, e poi pubblicata a Milano come originale tedesco (verso il 1650 sarà anche una terza opera apocrifa del portoghese Machado de Silva).
Successo letterario e apocrifi
Tedesco, furioso per la partenza dell'apocrifo successivo, secondo la conclusione del secondo volume; nel 1605 pubblicò a Siviglia la Vita di Sant'Antonio da Padova e a Lisbona la seconda parte (reale, questa volta) del Guzmán de Alfarache. Il successo dell'opera fu immenso, tanto che fece traduzioni in italiano (1606), tedesco (1615), francese (1620) e inglese (1622)
Nel 1608, gli fu permesso di lasciare il Messico, dove arrivò vecchio e stanco, e partì per il servizio dell'arcivescovo Garcia Guerra. Nel 1609 pubblicò un'ortografia spagnola. Nel 1613 scrisse Sucesos de don Fray García Guerra, arcivescovo del Messico, a Cuyo cargo era il governo della Nuova Spagna, dove si svolge una preghiera funebre in memoria del prelato. D'ora in poi, noi tedeschi sappiamo poco o niente. Si suppone che sia morto poco dopo.
Guzmán de Alfarache
Come si è detto, il capolavoro per cui Alemán è ricordato è soprattutto il Guzmán de Alfarache, un romanzo picaresco pubblicato in due parti: la prima nel 1599 a Madrid e la seconda nel 1604 a Lisbona, con il sottotitolo di Atalaya de la vida humana (Torre di guardia della vita umana).
La narrazione è in prima persona, come in Lazarillo de Tormes, ma il personaggio ha un nuovo dualismo tra le dimensioni di un mascalzone (cioè cattivo, mendicante, vagabondo) e quella del peccatore pentito, cioè le due fasi della sua vita.
La storia principale, un racconto delle avventure della canaglia, è spesso interrotta da divagazioni di carattere morale e didattico e da numerose citazioni (Seneca, il Vangelo, prediche, proverbi popolari...). Introducono storie come Ozmin e Daraja, un moresco, e un altro di ispirazione italiana, come Dorido e Clorinia o Bonifacio e Dorotea. Questa struttura, tratta da Cervantes nel primo volume del Don Chisciotte, risponde all'esigenza di una certa varietà che distrae l'attenzione del lettore dalla storia principale. Tuttavia, molte traduzioni di Guzmán rimuoveranno queste parti, ignorando palesemente la volontà dell'autore (che nel prologo esortava il lettore discreto a incorporare il messaggio morale, piuttosto che ridere alle battute).
Visione del mondo e impegno morale
La visione del mondo che emerge dal romanzo è molto pessimista: la vita dell'uomo appare come una lotta per la sopravvivenza in un mondo dominato dalla violenza; il protagonista, nonostante le buone intenzioni, cade ripetutamente nel vizio, come Sisifo. Questo punto di vista è generalmente attribuito alla turbolenta storia dell'autore, alla sua condizione di discendente di ebrei convertiti a una Spagna fondamentalista e cattolica. Tuttavia, le altre opere testimoniano l'impegno morale e religioso dell'autore e la sua attenzione alla dignità e ai diritti della persona.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del romanzo "Guzmán de Alfarache" nella letteratura spagnola?
- Quali sono le origini familiari di Mateo Alemán?
- Come ha influenzato la vita personale di Alemán la sua carriera letteraria?
- Qual è la visione del mondo espressa nel "Guzmán de Alfarache"?
- Quali sono le traduzioni e l'impatto del "Guzmán de Alfarache" a livello internazionale?
"Guzmán de Alfarache" è considerato il capolavoro di Alemán e un'opera fondamentale della letteratura picaresca, pubblicata in due parti nel 1599 e 1604, che esplora la vita di un mascalzone e le sue avventure, mescolando elementi morali e didattici.
Mateo Alemán nacque da Hernando Aleman, un chirurgo di origine ebraica, e Juana de Enero, figlia di un mercante italiano, il 28 settembre 1547, a Siviglia, in un contesto familiare complesso e influenzato dalla sua eredità.
La vita personale di Alemán, segnata da debiti e matrimoni forzati, ha influenzato la sua scrittura, contribuendo a una visione pessimista della vita, riflessa nel suo lavoro, in particolare nel "Guzmán de Alfarache".
La visione del mondo nel romanzo è pessimista, descrivendo la vita come una lotta per la sopravvivenza in un contesto violento, con il protagonista che, nonostante le buone intenzioni, ricade nel vizio, simile al mito di Sisifo.
Il "Guzmán de Alfarache" ha avuto un enorme successo, con traduzioni in italiano, tedesco, francese e inglese, dimostrando la sua rilevanza e l'impatto duraturo nella letteratura mondiale.