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Catullo - Promessa d'amore eterno

Rispetto a La morte del passerotto, il tono di questo componimento è molto differente ed è costruito a partire dal topos della falsità delle promesse amorose fatte dall’amante. Lesbia mente a Catullo, che non è affatto il suo grande amore. In questa poesia però Catullo è ancora convinto di poter persuadere la cara amata alla fedeltà. Catullo è consapevole di una sproporzione degli affetti: l’amore di Catullo è assoluto, mentre Lesbia non contraccambia pienamente, aldilà di quello che afferma. I riferimenti al dolore e alle divinità in questo componimento sono veri e rispondono a un desiderio reale, mentre in La morte del passerotto il riferimento al dolore era solamente un divertimento letterario (intendendo divertimento nel suo senso etimologico, cioè “volgersi a cose secondarie”). Nel primo verso iucundum amorem è la concezione frivola di Lesbia, mentre nell’ultimo verso sanctae amicitiae pone in evidenza la concezione dell’amore propria di Catullo. In questo caso quindi il componimento non è circolare. L’iperbato è la divisione di due termini che sono intimamente legati perché vanno a formare un sintagma. Iucundum amorem è un iperbato, così come l’aggettivo perpetuum nel verso 2 è legato ad amorem. Nell’ultima riga c’è un'ipallage, figura retorica che gioca tra la concordanza grammaticale e la possibile concordanza logica. Il componimento si chiude con il termine amicitiae che ha un valore fondamentale nella poetica catulliana.

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