Poetae Novi o Neoteroi

Catullo appartiene alla corrente dei cosiddetti Poetae Novi, o Neoteroi, detto alla greca: essi avevano una concezione diversa della poesia:
- rifiutavano la poesia tradizionale
- la loro poesia aveva carattere disimpegnato (no argomenti profondi: solo Ludus)
- rivendicazione delle esigenze individuali
- utilizzavano la “Brevitas”: solo epigrammi (2-112 versi) o elegia. Non più poemi epici, ma epilli, brevi componimenti dai temi mitici.
Componevano opere brevi con maggior attenzione ai particolari:
- Doctrina (Erudizione)
- Labor Limae (attenzione particolare)
- Lepos – Venustas (composizioni piacevoli ed eleganti)
Quelle sopra riportate son le caratteristiche principali del nuovo modo di scrivere dei poeti Neoteroi.

Catullo

Catullo nasce a Verona e ha una villa a Sirmione; nasce da famiglia nobile. Non abbiamo una biografia precisa ma tutte le sue poesie sono autobiografiche; ciò che viene da lui detto nelle poesie è filtrato però attraverso la tradizione letteraria. Bisogna leggere le sue opere con senso critico nel giudicare se il suo sia o meno un diario. Le poesie di Catullo, comunque, in linea di massima, non sono definibili un diario, anche se troviamo, al loro interno, vari elementi autobiografici.
Andando a Roma, Catullo trova l’amore per Lesbia, della quale il vero nome è Clodia; ella non era modello di virtù morale ma, anzi, la donna spezzerà il cuore del poeta e Catullo, alla fine, arriverà anche ad insultarla.
Catullo muore all’età di circa trent’anni; la sua opera, “Liber catullianus”, è dedicata a Cornelio Nepote e raccoglie ben 116 componimenti. Non fu l'autore a dare la numerazione odierna, e l’alternanza metrica dei componimenti è stata probabilmente effettuata da qualche grammatico.
Il Liber catullianus va diviso in tre parti:
1) Nugae (1 - 60), ovvero componimenti non impegnativi come contenuto, ma con varietà di metri ed argomenti leggeri.
2) Carmina Docta (61 - 68), componimenti di maggiore estensione e maggiore impegno nel contenuto, con personaggi mitologici ed argomenti impegnativi.
3) Epigrammi (69 - 116), che sono carmi brevi con metro “distico elegiaco”, ovvero coppie di versi esametro-pentametro. Riguardano sempre la vita di Catullo.

La poetica

Problema critico a partire dal saggio di Benedetto Croce che sottolinea come la poesia di Catullo sia spontanea, definendolo il Poeta Fanciullo, che esterna i sentimenti senza pudore e senza vincoli. In Catullo non troviamo la moralità o la cultura, ma solo una poesia spontanea.
I critici moderni, come Marchesi, smontano Croce vedendo in Catullo l’esatto opposto della sua visione. Marchesi identifica Catullo con l’arte ellenistica. Trasposizione nel mondo Romano di epigrammi da lui studiati.
I poeti alessandrini, però, non lasciavano trasparire nulla della propria vita personale, ma scrivevano solo secondo i propri modelli letterari.
In Catullo, la poesia nasce dalla vita. Egli si rifà ai modelli ma solo per dare un rivestimento formale a quello che lui viveva veramente.
I Carmina Brevia: lo stile ricalca l’ideale dell’epos, ovvero della grazia e della bellezza formale. Per quanto riguarda i contenuto in sé, abbiamo una centralità data all’amore, con lo scopo di risarcirsi dai mali della vita.
L’amore per Catullo è serio, mentre invece per Lesbia c’è la tendenza a vivere l’amore solo come avventura sessuale, commettendo tradimenti e provocando la separazione da Catullo stesso. Per Catullo esiste solo il Foedus, ovvero una fedeltà assoluta da parte sua, un legame a livello matrimoniale.
Spesso in Catullo vengono citati gli amici e gli altri poeti novi, che condividevano tutti la stessa esperienza letteraria.

Catullo vive l’amicizia intensamente al contrario della cultura romana in genere; troviamo la componente degli affetti e della famiglia, con il particolare legame con Sirmione.
Non troviamo, invece, interessi politici; Catullo non percorre nessun cursus honorum perché non gli interessa la vita pubblica, ma piuttosto gli onori della memoria. Troviamo invece polemiche letterarie contro chi scriveva ciò che Catullo non condivideva.
Catullo amava l’Epillio, ovvero il poemetto breve; secondo Catullo, infatti, la brevità consente un “Labor Lime” ancora più attento.
I Carmina Docta: ripresa di Catullo della poetica alessandrina; troviamo nei Carmina Docta tre canoni differenti:
1) Brevità (ma più lunghi rispetto agli Epigrammi)
2) Eleganza stilistica
3) Doctrina (impegno nel contenuto)
I Carmina Docta sono dei piccoli poemi; essi sono in polemica contro coloro che imitavano i poemi epici omerici. Gli argomenti sono di carattere erudito e per lo più mitologico, e per questo permettono uno sfoggio di cultura (argomenti esotici e miti orientali meno conosciuti)nello stile, consentendo il labor lime. Si ispirano a Callimaco ed ai miti, ma in alcune parti Catullo inserisce anche quei temi che gli stavano a cuore come la fedeltà di coppia, la separazione ed altri ancora, rivivendo la sua esperienza d’amore frustrante con Lesbia.
Un esempio tipico di queste tematiche può essere l’Epitalamio, ovvero il canto nuziale che si cantava in occasione dei matrimoni, che insisteva, per l’appunto, su temi come l’amore:
1) inno a Emeneo (Dio delle nozze): si invoca il Dio e durante la dedutio abbiamo la processione della sposa.
2) inno alla sposa (incita a non avere rimpianti).
3) canto davanti alla porta chiusa del marito.
4) augurio finale ai due sposi.
Abbiamo anche un dialogo con la porta di Catullo, dove vengono messe in risalto le malefatte della padrona di casa; tono scherzoso che sottolinea la moralità.
L’incontro con Lesbia dà a Catullo la possibilità di parlare di un’altra coppia celebre: Protesilao e Laudamia.
Il loro è un “coniugium imperfetto”; infatti Protesilao viene ucciso per prima durante la guerra di Troia, e la storia può avere, poi, due diversi finali:
1. Laudamia ottiene dagli Dei di avere Protesilao per altre tre ore e poi farlo tornare nell’Ade
2. Dopo la morte di Protesilao, Laudamia trova un’immagine dell’amato e dopo aver bruciato l’immagine, si butta nelle fiamme con l’immagine stessa.
La poetica ellenistica imborghesiva gli eroi mitici, facendoli diventare più simili agli uomini di ogni giorno. Catullo fa il contrario, facendo di tutto il quotidiano un mito (elegia latina più antica: poesia d’amore).

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