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La poesia neoterica

Nel I secolo a.C. aveva fatto la sua comparsa, nella letteratura latina, un nuovo movimento letterario: la poesia neoterica; i suoi esponenti erano chiamati Poetae Novi (o neoteroi), "poeti moderni"; entrambi i termini risalgono a Cicerone. I nuovi poeti imitavano gli autori greci nei temi, nella contaminatio (intrecciare generi letterari), nella variatio di metro, usavano un lessico e uno stile più sofisticati e non si interessavano alla politica. La maggior parte dei neoterici proviene dalla Gallia Cisalpina, la loro amicizia è quasi un'attività critico-filologica (incontri, discussioni, letture comuni..), il loro modello era Callimaco (poeta alessandrino, III sec). La caratteristica di questa poesia era la cura della forma: labor limae (Orazio) e la brevità dei componimenti: brevitas; inoltre era caratterizzata dall'interesse per i sentimenti, soprattutto l'amore.

Catullo

Egli nacque a Verona, nella Gallia Cisalpina, da una famiglia agiata. La data della sua nascita non è certa: san Girolamo la fissa nell’87 a.C. e trent'anni dopo, nel 57, colloca la sua morte; ma alcune sue poesie provano che nel 55 fosse ancora vivo, quindi accettando la notizia della morte a trent'anni bisogna fissare le date nell’84 e nel 54 a.C. Giunto a Roma, conobbe alcuni brillanti personaggi dell'ambiente politico e letterario: Ortensio Ortalo, Calvo e Cinna, Cornelio Nepote, Gaio Memmio e ebbe una relazione d'amore con Clodia (sorella del tribuno Clodio) che lui cantò come Lesbia. Nel 57 andò in Bitinia al seguito del governatore Memmio; durante quel viaggio si recò alla tomba del fratello, nella regione Troade.

L'opera di Catullo è il Liber, cioè la raccolta delle sue poesie, 116 carmi divisi in tre sezioni:
carmi 1-60, nugae;
carmi 61-68, carmina docta;
carmi 69-116, epigrammi.
Catullo, definisce l'opera libellus (libretto), la dedica a Cornelio Nepote (c.1) e indica le sue poesie come nugae (bazzecole).
Come abbiamo detto, la nuova poesia è caratterizzata da sentimenti privati, questa parte di produzione è chiamata "carmi brevi"; la brevitas rivela la modestia dei contenuti e favorisce il labor limae. Il destinatario di ogni carme si riduce a una cerchia di amici colti e raffinati, accomunati dagli stessi gusti, da uno stesso linguaggio e da un ideale di grazie e brillantezza di spirito: lepos, venustas, urbanitas. L'oggetto della poesia di Catullo sono: affetti, amicizie, odi, passioni. La lingua e lo stile danno l’impressione dell'immediatezza e della spontaneità, poichè usa il sermo familiaris; frequente è l’uso dei diminutivi, che esprimono l’idea della piccolezza e della grazia, ma anche una serie di sfumature affettive.

Oltre ai carmi per gli amici, vi sono quelli dedicati all'amata: Lesbia. Lo pseudonimo, che rievoca Saffo (poetessa di Lesbo), crea attorno alla donna un alone idealizzante: bellezza, grazia, intelligenza, cultura e modi raffinati, doti che alimentano la passione di Catullo. Le poesie pur non essendo riunite tutte insieme, riportano una complessa storia d’amore: gioie, sofferenze, tradimenti, abbandoni, rimpianti.. L'eros diventa il centro dell'esistenza. Il rapporto con Lesbia, nato come adulterio, tende a configurarsi come un vincolo matrimoniale. Il foedus d'amore violato da Lesbia è il motivo, per Catullo, che accentua il carattere sacrale appellandosi a due valori: la fides, un patto che garantisce affetto e fedeltà reciproci; e la pietas, virtù di chi assolve ai propri doveri nei confronti degli altri. Ma il ripetuto tradimento produce in lui una dolorosa dissociazione fra la componente sensuale (amare) e quella affettiva (bene velle). Inoltre, la speranza di un amore fedelmente ricambiato si accompagna alla consapevolezza di non aver mai mancato al foedus, alla sensazione di innocenza e alla voluptas (piacere) del ricordo.
La seconda sezione del Liber è quella dei carmina docta (61-68):
- CARMI 61-62: sono due epitalami, cioè canti nuziali a due voci (amebeo);
- CARME 63: è un epillio, si ispira alla vicenda di Attis che durante una festa orgiastica decide di diventare sacerdote di Cibele, ritornato cosciente lamenta il folle gesto;
- CARME 64: è un epillio (408 esametri), narra le nozze di Peleo e Teti in cui, nella coperta nuziale, è incastonata un'altra storia: quella di Arianna abbandonata da Teseo. C'è il contrasto tra l’amore felice quello infelice;
- CARME 65: dedica all'amico Calvo del c.68;
- CARME 66: è la traduzione dell’elegia di Callimaco "La Chioma di Berenice". In essa si celebrava la scoperta di Conone, l’astronomo d'Egitto, di una nuova costellazione identificata con un ricciolo, della regina Berenice, offerto agli dei per il ritorno del marito dalla guerra;
- CARME 67: è il racconto di una porta sugli scandali di una famiglia veronese;
- CARME 68: è di carattere autobiografico, riassume i temi dell'amore e dell'amicizia. Catullo esprime la sua riconoscenza verso un amico che gli è stato d'aiuto per favorire gli incontri con Lesbia; troviamo allora, il mito di Laodamia e Protesilao, che si unirono prima delle nozze; perciò furono puniti con la morte di lui.

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