Ominide 191 punti

De Rerum Natura

Lucrezio è autore del De Rerum Natura (unica opera a noi pervenuta): si tratta di un poema didascalico in esametri la cui materia è ripartita in 6 libri a loro volta divisi in 3 diadi.
E' un poema didascalico in quanto l'autore vuole trasmettere un messaggio attraverso l'illustrazione della dottrina epicurea. Per l'autore la natura è fatta di atomi, il mondo è pura materia e non è influenzato dagli dei che sono indifferenti all'uomo e vivono negli intermundia. Nega che il mondo sia stato creato per l'uomo.
Descrive l'uomo, il mondo e l'anima come aggregati di atomi, rifacendosi palesemente a Democrito.
Lo scopo è quello di liberare l'uomo dalla paura degli dei e della morte: egli, infatti, in linea con la teoria della metempsicosi, sostiene che gli atomi si disgregano e l'uomo perde consapevolezza di sé e scompare.

Sostiene che, ammesso che gli atomi si possano riaggregare, non lo faranno nella forma precedente o, se anche fosse, l'uomo non avrebbe memoria della vita precedente.

La visione di Lucrezio è meccanicistico-materialista -> pericolosa per la cristianità. Messaggio ATEO. L'opera è vista un po' come la guerra tra ratio e religio (vista come qualcosa che distoglie l'uomo dalla visione razionale della realtà).

Nell'opera viene riconosciuto il primato di Epicuro che per primo appunto liberò l'uomo da questa superstizione e per questo nelle diadi troviamo un elogio ad Epicuro.
Dunque, il De Rerum Natura è la trasposizione del messaggio epicureo; tuttavia, ci sono delle differenze:
Epicuro scrive in prosa e condanna la poesia, la politica, l'amore poiché distolgono l'uomo dalla ricerca della felicita.
Lucrezio, invece, scrive in versi (è un'opera poetica usata per trasmettere un messaggio utile ma di difficile comprensione se non scritto in modo accattivante "miscere utile dulci")

*Cicerone in quanto conservatore non accoglierebbe la filosofia epicurea che promuove la formula "Vivi Nascosto"; tuttavia, vede nell'opera di Lucrezio, un'opera di grande valore nonostante distolga l'uomo dalla società.
Lucrezio vuole rivolgersi all'umanità; tuttavia, c'è un dedicatario, l'aristocratico Gaio Memmio. La sua scelta trova diverse interpretazioni:
-per alcuni Lucrezio lo sceglie per rivolgersi alla classe aristocratica dove incontrava maggiori resistenze;
-per altri proprio perché in quella classe il messaggio veniva accolto più facilmente.

Il De Rerum Natura si apre con un'invocazione a Venere perché la sua opera abbia un buon riscontro specie su Memmio mentre essa placa Marte, dio della guerra.

Critici: per alcuni non si tratta della Classica Venere, amante di Marte ma quella descritta, poi, da Botticelli che aveva proprio il compito di essere principio generatore, lepos (principio di piacere).

Tono linguistico alto ricco di arcaismi e figure retoriche.
Usa l'espressione "Hoc patriai tempore iniquo" => "In questo tempo ingiusto per la patria", riferendosi alla crisi della Repubblica, in tempo di guerre civili. Nello scrivere l'opera si trova di fronte il problema della trasposizione di un messaggio greco in una lingua latina considerata povera. Dunque, ricorre molto spesso a parafrasi (ad esempio, per dire "atomi" dice primordia rerum (principio delle cose) e neologismi.

Hai bisogno di aiuto in La fine della Repubblica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email