Lucrezio è un epicureo ed afferma - come tutti gli epicurei - che bisogna vivere di nascosto (late biosas). Egli condannava la poesia e tutto ciò che produce pathos (l'uomo deve vivere nell'apatia, cioè nell'indifferenza), in quanto l'apatia suscita passione e il saggio non si deve turbare. Obiettivo della morale epicurea è la ricerca della felicità che consiste nel piacere stabile (o catastematico), equivalente all'assenza di dolore (ataraxia) e diverso dal piacere in movimento (o cinetico) che crea passioni. La fisica epicurea riprende i principi del materialismo di Democrito: l'universo è eterno e infinito, la materia non si crea né si distrugge ed è trasformata da atomi (particelle invisibili che scontrandosi danno origine ai corpi). Nel sistema democriteo gli atomi sono soggetti a un moto costante di caduta dall'alto verso il basso che implica la concezione di un mondo dominato dalla necessità. Epicuro ammette che la caduta degli atomi possa essere turbata da una deviazione casuale, il clinamen, che garantisce il libero arbitrio e riscatta la volontà umana dalla necessità del determinismo.

De Rerum Natura

È un poema didascalico composto di 6 libri e diviso in 3 coppie chiamate diadi: in ciascuna diade i libri dispari contengono le premesse teoriche per la comprensione dei fenomeni che vengono trattati nei libri pari. Quest'opera è dedicata a Caio Memmio, oratore amante della letteratura greca.

I primi 2 libri sono dedicati alla fisica e il primo si apre con l'inno a Venere affinché possa aiutare Lucrezio ad esporre la dottrina e blandisca Marte fermando le atrocità della guerra (allude ai conflitti interni di Roma). Il poeta, rivolgendosi a Memmio, fa capire che non sono le critiche mosse da Epicuro alla superstizione (o religio) ad essere empie, quanto empi e scellerati sono i riti tradizionali che una falsa religione ha imposto agli uomini. Famoso è l'episodio di Ifigenia che doveva essere immolata per far partire la flotta greca ferma in Aulide poiché Agamennone aveva ucciso la cerva sacra a Diana e per questo al posto di Ifigenia - che era stata portata sulla terra dei Tauri dove era diventata sacerdotessa di Artemide - viene immolata una cerva.

I libri 3 e 4 sono dedicati all'antropologia dove Lucrezio condanna le passioni amorose che generano nell'uomo dipendenza e tormento per l'ansia di unirsi all'altro. Per questo la libido, cioè il sesso, è piacere naturale e necessario e la cupido, cioè la passione, è condannata perché illusoria. E con l'innamoramento infatti subentrano l'amarezza, l'ulcera, la smania rabbiosa e l'angoscia straziante.

Gli ultimi 2 libri sono dedicati alla cosmologia: Lucrezio afferma che il cosmo è nato dal caos. Il libro 6 esalta la gloria di Atene come patria dell'agricoltura, delle leggi e di Epicuro che ha reso gli uomini liberi grazie alla libertà. Tema di questo libro è la meteorologia, ossia la spiegazione dei fenomeni naturali, che per il loro aspetto minaccioso provocano nell'uomo una superstiziosa paura. Infine in questo libro vi è la descrizione della peste di Atene e Lucrezio si ispira a Tucidide.

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