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Della vita di Lucrezio non conosciamo molto. Da alcune testimonianze si può dedurre che apparteneva ad una famiglia di cavalieri o forse di origine aristocratica. Sembra che abbia vissuto un po’ in disparte dal mondo, disprezzando gli onori e le ambizioni, tutto occupato nelle sue meditazioni filosofiche e nelle sue osservazioni sulla natura, intriso di una forma di melanconia profonda.
La sua opera il De Rerum Natura, è un poema didattico in sei libri in cui espose la filosofia del suo maestro Epicuro: questo pensiero comprende essenzialmente una spiegazione del mondo, che si ispira all’atomismo di Democrito e una morale. Per Democrito, tutto ciò che esiste nel mondo è una combinazione di elementi molto semplici, che non si possono individuare ad occhio nudo, indivisibili, che si chiamano atomi. Questi sono in un numero indefinito, indistruttibili, eterni. Le diverse forme degli oggetti e degli esseri derivano dalla diversità di forma degli atomi e dalle loro possibili variabili di combinazione e di orientamento. Questa dottrina, che è anche quella a cui fa riferimento Lucrezio, è essenzialmente materialista perché tutto viene spiegato tramite la combinazione di elementi materiali.

Lucrezio, come tutti gli Epicurei, ha una grande ammirazione per il maestro Epicuro, tuttavia egli ha un modo personale di comprendere tale pensiero. Egli non si interessa del tutto della spiegazione scientifica e nemmeno della natura, né della metafisica. Lucrezio ha piuttosto l’animo di un filosofo, di uno scienziato e di un poeta.
Spesso di alcuni fenomeni naturali egli dà delle spiegazioni puerili. Ciò si giustifica col fatto che a quel tempo non esisteva ancora la teoria della sperimentazione e gli studiosi si contentavano di ricorrere solo al ragionamento e alla deduzione logica. Lucrezio sostiene la bellezza dell’universo che obbedisce a delle leggi immutabili.
Esiste anche una grande differenza fra la filosofia di Epicuro ed il pensiero di Lucrezio. Epicuro invita l’uomo ad una felicità tranquilla, monotona e per certi aspetti anche egoista. Invece Lucrezio prova i tormenti dell’uomo che è in preda alla proprie passioni e che si dibatte in vano di fronte alle inflessibili leggi naturali. Egli ha il presentimento che si tratti di una battaglia persa in partenza e da questo deriva forse un sentimento di malinconia.
Ma Lucrezio è soprattutto un poeta, l’unico ad essere riuscito ad esserlo, componendo un’opera didattica. E’ vero che in certi passi il suo vocabolario filosofico è povere oppure che i passi tecnici sono pesanti. Tuttavia questo è dovuto soprattutto al tema trattato e non al genio del poeta. Via via ironico, veemente o persuasivo egli continuamente esorta gli uomini a rinunciare agli errori che li fanno soffrire tanto.

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