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Marco Tullio Cicerone: La Vita

L'autore di cui andrò a parlarvi può essere sicuramente definito "poliedrico" in quanto nella sua produzione letteraria spazia tra molti ambiti letterari, avendo composto opere filosofiche, orazioni, lettere e trattati.

Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino, una città ciociara, nel 106 a.C.; la sua famiglia apparteneva al ceto equestre e, infatti, era benestante, anche se non ricchissima. Il padre, avendo intuito le grandi capacità del figlio, fece di tutto per dargli un'istruzione adeguata; perciò lo portò presso alcuni maestri privati che tenevano le lezioni a pagamento nelle loro abitazioni. Ma Cicerone non si limita a questa forma di istruzione: infatti, egli frequenta anche quella grande scuola all'aperto che è il foro romano, centro della vita politica e sociale della Roma repubblicana. Qui politici e senatori tenevano i loro discorsi, si svolgevano molti processi pubblici e, proprio per questo, Cicerone non diventò solo un grande politico, ma anche un grande avvocato.

Nelle prime produzioni letterarie si colloca un piccolo trattato di retorica, il De inventione diviso in due libri, anche se nel progetto iniziale essi dovevano far parte di un più vasto e completo trattato mai scritto.
In questo breve trattato egli spiega l'insegnamento della retorica che doveva avvenire in 5 punti per conseguire la cosiddetta captatio benevolentiae, ovvero l'attenzione e la benevolenza dell'interlocutore. Questi punti sono: l'inventio, ovvero il reperire materiali sugli argomenti da esporre, la dispositio, ovvero il saper disporre tali materiali in modo lineare, l'elocutio, ovvero lo stile, la capacità di saper trovare le parole adatte, la memoria, ovvero la capacità di memorizzare alcuni passaggi dell'orazione, e, infine, l'actio, ovvero la gestualità che faceva dell'oratore una sorta di attore nell'enunciare l'orazione.
Il contenuto di tale opera esisteva già nel mondo greco, ma Cicerone è importante proprio perché fu il primo a portare l'Ars Dictandi (la retorica) nel mondo romano in lingua latina.
Molto importante è la carriera forense di Cicerone poiché è una carriera brillante, iniziata nel 81 a.C. con la prima causa all'età di soli 26 anni.
In questa prima fase l'orazione più rilevante è la Pro Roscio Amerino contro l'accusa di parricidio.
Alla carriera forense si affianca quella politica tant'è che intraprende il cursus honorum, iniziando come questore in Sicilia nel 75 a.C.: questa è per Cicerone un'esperienza assai positiva tanto che, tre anni dopo, i Siciliani vollero proprio lui come avvocato nella causa contro Verre, un governatore romano accusato di aver rubato dal patrimonio artistico siciliano, nonché di aver compiuto molti reati.
Quando Cicerone pronuncia l'orazione contro Verre, il governatore fugge ancor prima di sentire la sentenza.
Questo processo è molto importante per Cicerone: infatti, la sua fama crebbe notevolmente e, così, ebbe la possibilità di accedere alle cariche politiche più importanti, ricoprendo nel 63 a.C. la carica di console.
Nello stesso anno aveva partecipato alla candidatura a console anche un certo Lucio Sergio Catilina, un ex sillano che, però, viene escluso per i suoi ideali fin troppo radicali. Tale esclusione spinge Catilina ad ordire una congiura contro il suo avversario politico, Cicerone e lo Stato romano. Cicerone, venuto a sapere della congiura, preparò alcune orazioni da tenere in Senato e, dopo aver pronunciato la prima, Catilina fuggì in Toscana dove troverà la morte in battaglia. Cicerone propone la pena di morte senza processo per i Catilinari e, una volta giustiziati, viene acclamato salvatore della patria il che contribuì ad accrescere la sua fama di oratore.
Le orazioni importanti dell'epoca furono: Pro Murena, Pro Archia.
Dopo questo episodio la sua fama fu oscurata dall'avvento del primo triumvirato al quale gli fu chiesto di partecipare, ma egli rifiutò in quanto troppo rispettoso delle leggi.
Nel 58 a.C., Publio Clodio Pulcro, eletto tribuno della plebe, propone una legge Contra Personam, volta a distruggere la figura di Cicerone. Questa legge prevedeva una pena per tutti quelli che avevano applicato la pena di morte senza un regolare processo, come aveva fatto Cicerone con i Catilinari.
Inizia, dunque, il periodo più oscuro per Cicerone, l'esilio.
Al periodo dell'esilio, durato diciotto mesi, risalgono le molte lettere indirizzate ai familiari, alla moglie e all'amico Attico.
Una volta tornato a Roma riprende la carriera di avvocato pronunciando la Pro Sestio, Pro Caelio (contro Clodia, sorella di Clodio) e, infine, la Pro Milone.
In seguito egli scrive il suo capolavoro indiscusso, ovvero, il De Republica. La parte più importante dell'opera è certamente il Somnium Scipionis. All'interno del trattato l'autore cerca di capire quale forma di governo sia la più adatta, analizzando tutte le forme possibili e affermando che la migliore è quella della repubblica romana.
Altri trattati importanti sono il De Legibus, il De Oratore e il De Amicitia.
Il periodo più prolifico per la prosa di Cicerone è quello della guerra civile tra Cesare e Pompeo. Cicerone, schieratosi con i Pompeiani, dopo la battaglia di Farsalo, è costretto a fuggire dalla penisola per, poi, ritornarvi, in attesa del perdono di Cesare, vincitore della guerra.
Cicerone rientra a Roma e pronuncia alcune orazioni la cui controparte è direttamente o indirettamente Cesare.
Ma quando Cesare viene ucciso nel 44 a.C., si delinea un nuovo scontro tra Ottaviano e Marco Antonio; in questo preludio di guerra Cicerone si schiera con Ottaviano spingendolo ad attaccare ed attaccando egli stesso moralmente Marco Antonio con alcune orazioni, dette Filippiche perché ricordano in potenza e in brutalità le orazioni di Demostene contro Filippo II di Macedonia.
Ma Ottaviano, evitando il conflitto, si allea con Marco Antonio, dando vita al secondo triumvirato e creando le liste di proscrizione in cui Marco Antonio inserisce anche il nome di Cicerone.
L'oratore tenta la fuga prendendo il mare a Gaeta, ma una tempesta lo costringe a ritornare sulla terra ferma e proprio a Gaeta è raggiunto dai sicari di Marco Antonio ed ucciso.

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