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Cicerone, stile e concezioni

Cicerone definisce le caratteristiche dell’orazione che avrà le parti che la renderanno compatta. La struttura dell’orazione è definita per la prima volta da Cicerone: l’obiettivo cui tende l’oratore è la giustizia delle proprie azioni, le orazioni seguono uno schema. Queste inizialmente sono scritte, successivamente orali. L’improvvisazione non appartiene al retore di buona qualità. Usa sapientemente le figure retoriche, chiunque verrà dopo di lui dovrà tener conto delle sue opere.

Egli parte come garante delle istituzioni repubblicane, è una persona fin troppo intelligente, cambia atteggiamento sia nei confronti di Cesare sia di Ottaviano, quando si accorge che la figura di Cesare è prevalente rispetto alle altre. La personalità politica di Cicerone è incline al tradizionalismo. È un tradizionalista moderato, si illude che Cesare possa realmente andare in quella direzione (trasformazione ordinamento repubblicano), è tutto tranne che intransigente.

Infatti Antonio, destinatario delle Filippiche, chiede la testa di Cicerone. Quando si accorge che i suoi ideali non avrebbero avuto alcun riscontro pratico, fa un altro progetto chiamato "consensum omnium bonorum" (la concordia tra tutti gli uomini buoni) indipendentemente dalla loro appartenenza sociale, un progetto però perdente perché non ha avuto un riscontro nella storia. La correttezza politica di Cicerone aveva una solidità ideologica invidiabile.

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