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Catilinarie: Quo usque tonde abutre

Questo è un passo delle Catilinarie, opere nella quale Cicerone si scaglia contro Catilina. Egli, infatti, si sente tradito, in quanto Catilina appartiene al suo stesso partito, quello degli "optimates".
Catilina quindi ha disonorato questa classe sociale, ma cosa molto più grave ha tradito la fiducia del popolo e dello stato.
Cicerone inizia l'orazione con una serie di domande retoriche che hanno il fine di mettere dei limiti morali alle azioni compiute dal traditore.
Cicerone considera Catilina traditore dello stato perché quest'ultimo aveva pronunciato parole di dura critica contro l'organizzazione politica romana. In questo passo della Catilinaria l'autore dice, infatti, che Catilina ha macchiato la saggezza del Senato facendo parte ad alcune sedute.
La cosa ancor più grave è che ha infangato queste assemblee usando il Senato per scegliere le sue vittime. Proprio per il fatto che Catilina
organizza una congiura per assassinare Ciceronre, l'orazione si chiude

con la condanna a morte a scapito dello stesso traditore.
Ciò che colpisce dell'orazione è lo stile altisonante, la chiarezza e la durezza delle parole usate che hanno come scopo principale quelli di convincere e motivate i cittadini.
Cicerone vuole far capire che Catilina non ha attentato solo alla vita
della legge o a quella del Senato, ma ha attaccato il concetto di giustizia e si è scagliato contro lo spirito di ogni romano visto come cittadino do Roma.

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