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Cicerone e la retorica


Cicerone si occupò anche di retorica, l’arte del parlare bene. Il retore è colui che insegna ad un oratore l’oratoria, infatti il rapporto tra oratoria e retorica è uguale al rapporto esistente tra pratica e teoria. Cicerone fu un maestro di retorica, interessandosi dei modi migliori esistenti per scrivere ed enunciare un discorso.

Ai tempi di Cicerone, esistevano tre tipi di oratoria:
-giudiziaria (che si faceva di fronte ai giudici per difendere o accusare qualcuno);
-forense (riguardava la politica e si faceva nel foro di fronte ad un pubblico; essa si svuotò di significato dopo la caduta della repubblica);

-elogiativa (che si faceva per lodare qualcuno per le sue azioni; era la meno importante e valutata da Cicerone).

Cicerone parla dell’oratoria nelle seguenti opere:
-“De invenzione” (rimasta incompleta);
-“Brutus” (è una storia dell’oratoria dalle sue origini);
-“Orator” ( in cui Cicerone racconta delle finalità che l'oratoria possiede).
-"De Oratore" (in cui Cicerone racconta di che parti un discorso deve essere composto).

Brutus:
Secondo Cicerone l’oratoria era nata nel V secolo a.C in Grecia, non nell’Attica ma in Sicilia, a Siracusa, come un’esigenza pratica di chi, vivendo in un mondo dove le decisioni importanti appartenevano al popolo, voleva indirizzare le azioni del popolo. La retorica poi fiorì ad Atene ad opera dei sofisti, ovvero gli esperti dell’arte del parlare.

Orator:
Cicerone è convinto che l’oratoria abbia tre fini:
-docere: insegnare; per fare ciò c’era bisogno dello stile attico, poiché l’atticismo era uno stile molto efficace, avendo periodi più brevi e concisi.
-delectere: rendere piacevole un discorso; per fare ciò c’era bisogno dello stile asiatico, poiché l’asianesimo era uno stile “ornato”, ricco di figure retoriche, gonfio e ampolloso.
-flectere: muove l’uditorio a seconda delle argomentazioni mosse, piegare gli animi suscitando forti emozioni; per fare ciò serviva uno stile sublime, coinvolgente ed accattivante.

A seconda delle circostante, secondo Cicerone, era preferibile ricorrere ad uno stile piuttosto che ad un altro.

De Oratore:
Inoltre, per Cicerone, un discorso doveva sempre essere organico, composto dalle seguenti parti:
-inventio: l’inventare, il pensare a quelle che sono le caratteristiche del discorso.
-dispositio: la disposizione delle parti.
-elocutio: lo sviluppo di ogni punto, dare cioè eloquenza alle parti.
-memoria: il ricordare gli elementi da utilizzare, richiamando gli avvenimenti necessari per dare forza al discorso, come ad esempio nominare un auctoritas; erano quindi i dati che rafforzavano l’argomentazione.
-actio: l’azione, cioè la gestualità di cui deve servirsi un oratore che ha bisogno di pause, di cambiamenti di tono, al fine di mantenere l’attenzione dell’auditorio.

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