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Cicerone - Concezione filosofica


Cicerone nutre un profondo interesse per la filosofia considerandola imprescindibile requisito per oratori e politici ideali e maestra di vita e moralità per ogni uomo. Si dedicò alla filosofia solo nei periodi di amarezza coincidenti con l'emarginazione politica prima in esilio e successivamente con la dittatura di Cesare e le disgrazie familiari come la morte della figlia Tullia.
Si interessa alla filosofia per un duplice scopo: cercare conforto alle disgrazie politiche e personali e rendersi utile alla comunità anche se fuori dalla politica,creando una prima letteratura filosofica latina adattando il pensiero greco al contesto romano.
La struttura che sceglie di adottare è dialogica in conformità al modello platonico e aristotelico e si avvicina a quest'ultimo per la lunghezza dei suoi monologhi. L'eclettismo ciceroniano è la tendenza ad accostarsi di volta in volta a varie scuole anche se Cicerone si mostra particolarmente vicino allo stoicismo in termini dottrinali e protende verso il probabilismo accademico di Filone di Larissa e Antioco di Ascalona secondo cui la conoscenza si limita la scelta della tesi più probabile. La filosofia che Cicerone critica è l'epicureismo il suo metodo filosofico è definito dossografico. Cicerone si astiene dal formulare un'opinione precisa limitandosi a far esporre e confrontare dagli interlocutori dei suoi dialoghi le diverse opinioni delle principali scuole filosofiche, scartando la meno accettabile. Cicerone rifiuta la vis polemica mostrando rispetto per le opinioni degli altri e non interrompe mai il ragionamento altrui.
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