tery97 di tery97
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Commento prima egloga

Tale egloga presenta due personaggi che risultano importanti non per la loro caratterizzazione bucolica, ma perchè assurgono a simboli della condizione umana. Melibeo è il personaggio cui Virgilio affida il compito di cantare la tragedia della storia. È una figura non descritta esteriormente nè caratterizzata psicologicamente; perciò, i tratti con cui il poeta ce la presenta non sono per nulla realistici; ma proprio perchè Melibeo ha ben poco di realistico diviene un simbolo, un emblema di quella umanità che la tragedia della guerra coinvolge e distrugge. In Melibeo è rispecchiato il dramma della povera gente che viene allontanata a viva forza dalle proprie cose, che sembrano anche più care nel momento in cui si perdono e che allo stesso tempo è preoccupata per l'incertezza del futuro. Melibeo, infatti, dovrà insediarsi in territori a lui sconosciuti, territori ricchi di insidie. Titiro, invece, può restare nel suo podere, un territorio del quale conosce sia i pregi che i difetti. Titiro è così felice della sua buona sorte che sembra dimenticare tutto ciò che lo circonda, tant'è vero che nel suo discorso, preso com'è dall'esaltazione del "deus" che gli ha salvato il podere, non esprime alcuna parola di conforto nè di compartecipazione al dramma dell'amico. Pertanto, se Melibeo è il simbolo dell'umanità vittima della guerra, Titiro è il simbolo di chi miracolosamente riesce ad evitarne gli effetti.

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