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Tertulliano: pensiero apologetico

Tertulliano era nato a Cartagine, probabilmente nel 150 da una famiglia pagana. La società pagana in cui visse gli permise di acquisire una cultura letteraria ed una formazione giuridica complete. Dopo essersi dedicato ad ogni forma di piacere, a 30 anni si convertì al Cristianesimo, forse ispirato dall’esempio dei martiri, iniziando così a difendere la nuova religione con l’ardore di un neofita. Inizialmente sedotto dal rigore morale del montanismo (una setta religiosa ritenuta eretica), abbandonò la Chiesa di Cartagine per poi abbandonare anche il montanismo e fondare il movimento dei tertullianisti che S. Agostino, quasi due secoli più tardi, con fatica riuscì a far rientrare nell’ortodossia. Probabilmente morì intorno al 222.
In tutte le sue opere, egli lotta, con veemenza, contro
• i pagani, dichiarati persecutori dei Cristiani di cui Tertulliano dimostra di essere un accanito difensore, dimostrando con precisione la falsità delle credenze pagane
• gli eretici, i quali discutendo la verità delle Sante Scritture, diventano colpevoli di una vera spoliazione della Chiesa a cui essi tolgono ogni possibilità di difesa
• i Cristiani troppo tiepidi di cui cerca di ravvivare la fede fornendo delle istruzioni molto meticolose
• gli avversari del montanismo, perorando la causa del martirio e fornendo prescrizioni per il digiuno.
classificandosi così fra gli scrittori apologisti.
Tertulliano non è un pensatore originale perché la sua formazione non è molto solida. Tuttavia è molto incline alla lotta, per condurre la quale utilizza i seguenti mezzi:
• la sua cultura sia greca che latina gli permette di rispondere con competenza a tutte le contraddizioni pagane
• i suoi studi giuridici gli danno la possibilità di attaccare i persecutori del Cristianesimo sul piano del diritto civile romano
• la sua dialettica è molto efficace ed ostinata
• la sua natura lo dota di un temperamento focoso (non per nulla era africano)
Tertulliano è stato uno scrittore instancabile. Fra le sue opere sono rimaste famose l’ Apologeticum, Ad Nationem, Liber de Spectaculis, De Idolatria, De Corona, De virginibus velandis.
Apologeticum, è il suo capolavoro a tal punto che solo pochi anni dopo la pubblicazione fu tradotto in greco. Come il precedente Ad Nationes, l’opera è diretta contro i persecutori pagani; il suo sistema difensivo non è filosofico, bensì offensivo, come una vera e propria battaglia. Egli dimostra l’assurdità e l’indegnità della religione pagana e sostiene che la persecuzione non è fondata né sul diritto naturale, né sul diritto positivo ed è tanto irragionevole quanto iniqua e ingiusta. Nel Liber De Spectaculis, proibisce ai Cristiani di partecipare agli spettacoli pubblici che ritiene diabolici strumenti di dannazione. Nel De Corona, vieta l’obbedienza ad ogni pubblica legge incompatibile con quella divina. Questo non significa che egli predichi la disobbedienza: egli vuole portare il cristiano ad una condizione di assoluta indipendenza dall’autorità laica. Infatti per Tertulliano, il cristiano deve obbedire allo Stato, a condizione che non trasgredisca mai gli insegnamenti del Vangelo. Ne De Idolatria, Tertulliano sostiene che fra idolatria e Cristianesimo non ci può essere alcun contatto. In alcuni scritti come De virginibus velandis, Tertulliano dimostra la sua vera misoginia, quando afferma che l’uomo che voglia l’amore per Dio, deve stare più lontano che può dalla donna. Fra l’altro egli considera il matrimonio coma una macchia alla fede la quale è tanto più libera e sicura quanto più è casta.
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