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Tacito: vita e opere


55 d.C. circa: nasce Publio Cornelio Tacito, forse nella Gallia Narbonese e da famiglia importante.

77 d.C.: sposa la figlia di Gneo Giulio Agricola.

88 d.C.: è nominato pretore ed entra nei collegio dei quindecemviri sacris faciundis.

97 d.C.: prende parte al consilium principis in cui è decisa l’adozione di Traiano da parte di Nerva.

112-113 d.C.: riveste l’importante incarico di proconsole nella provincia d’Asia.

120 d.C. circa: muore.

Il De vita et moribus lulii Agricolae (o semplicemente Agricola, del 98 d.C)è una sorta di biografia del defunto Agricola e, soprattutto, una accurata descrizione della sua campagna militare in Britannia (78-84 dC.). L’opera idealizza in Agricola la figura del valente funzionario, capace di espletare il proprio dovere nei confronti dello Stato e di sottrarsi agli intrighi della corte di Domiziano.

Il De origine et situ Germanorum (o Germania del 98 d.C.) contiene descrizioni geografiche ed etnografiche della regione germanica e anche un catalogo delle varie popolazioni in essa insediate . L’opera, che probabilmente rielabora testimonianze indirette e non dipende da verifiche dell’autore in prima persona, rivela intenti politici e insieme etici: Tacito insiste sulle connotazioni morali dei barbari e sulla primigenia genuinità delle loro virtù, che stimolano un confronto con i valori dei Romani delle origini (e con i disvalori dominanti nella Roma contemporanea).

Nel Dilagus de oratoribus (composto poco dopo il 1oo d.C.) si discute dello stato dell’oratoria contemporanea e, soprattutto, del ruolo e delle funzioni degli oratori nella società imperiale. Tacito fornisce una lettura “politica” dei fenomeni discussi e, pur condividendo il modello di Cicerone, non manca di accettare e apprezzare il principato nelle sue funzioni stabilizzanti e pacificatorie.

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