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Seneca - Le Naturales Questiones

È un'opera scientifica divisa in 7 libri. In quest'opera Seneca cerca di dare una spiegazione scientifica ai fenomeni naturali anche se il suo vero intento non è quello di uno scienziato che cerca di risalire alle cause che hanno determinato i fenomeni. Il suo è un intento soprattutto filosofico in quanto, come già era successo con Lucrezio nel De Rerum Natura, egli cerca di liberare gli uomini dai timori che questi fenomeni possono causare nell'animo; quindi il fine è sempre quello di cercare di indicare la strada per raggiungere la virtus, eliminando, in questo caso, le paure relative al fenomeno naturale. Nella spiegazione che egli effettua di questi fenomeni è visibile anche il suo spirito religioso Panteista, che riscontra la presenza di Dio in tutti gli elementi della natura, compresi i fenomeni naturali che vengono descritti. Però, mentre in quest'opera egli esalta il progresso scientifico e considera la scienza un'ancella della filosofia, in una delle epistole che invia a Lucilio, egli critica il progresso tecnologico (il progresso delle arti e dei mestieri) perché questo abitua gli animi agli agi e al lusso e quindi li indebolisce impedendo il conseguimento della virtus. Quindi in Seneca c'è ancora la divisione tra progresso scientifico e progresso tecnologico, che sarà superata soltanto con l'Illuminismo grazie all'Enciclopedia che è la prima opera nella quale vengono illustrati i progressi della tecnologia e viene affermato il connubio fra scienza e tecnica.

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