Video appunto: Seneca, Lucio Anneo - De Clementia, De Beneficiis e Le Naturales quaestiones

De Clementia



Il De clementia ("La Clemenza") ci è giunto. incompleto, non si sa se perché incompiuto o mutilo. Venne composto tra il 55 e il 56.

Il trattato è rivolto a Nerone, diventato imperatore da poco. In esso Seneca spiega il suo modo di vedere il potere, come un ideale programma politico ispirato all'equità e alla moderazione.


Seneca non discute sul potere assoluto di Nerone, ma bensì, lo definisce come un "potere di origine divina".
Il destino ha assegnato a Nerone il dominio dei suoi sudditi e spetta a lui svolgere il compito senza però far sentir loro il peso del potere.

Il problema è quello di avere un buon sovrano, e in un regime di potere assoluto, senza alcuna forma di controllo esterno, il solo freno dalla tirannia è la coscienza.

La clemenza (vista più che altro come benevolenza e non come generosità o misericordia) è la virtù che informa i suoi rapporti con i sudditi, con essa e senza incutere timore, Nerone può ottenere il consenso dei sudditi che è il modo più sicuro per avere uno stato stabile.

Questa tesi trova supporto nella dottrina politica stoica, secondo la quale la monarchia è la forma migliore di governo, ma solo se il sovrano è sapiente e sa esercitare moderatamente il suo potere.


De beneficiis



Il De beneficiis risale al 54-64 ed è diviso in sette libri, rivolto ad Ebuzio Liberale, amico di Seneca.

Quest'opera tratta della natura e dei modi degli atti di beneficenza, e del legame stabilito tra il benefattore e il beneficato, dei doveri della gratitudine che li regolano e delle conseguenze morali che colpiscono chi è ingrato.

L'opera analizza il beneficio in quanto elemento coeso delle relazioni interne della società, e sposta sul piano della moralità individuale il progetto di società equilibrate e concorde che Seneca fondò sull'utopia di monarchia illuminata.

L'appello, rivolto principalmente alle classi privilegiate, per provare ad instaurare rapporti sociali più umani e alternativi al fallimento del progetto.

Naturales quaestiones



Le Naturales quaestiones, anch'esse, come il De beneficiis, sono sviluppate in sette libri e vennero composte nella parte finale della vita di Seneca.
L'edizione di cui siamo in possesso non è la versione integrale ed è differente dall'edizione originale per ordine e composizione.

Per alcuni versi, Seneca, appare poco stoico e più vicino a considerazioni platoniche, anche se non rinnega lo stoicismo.

Principi "platonici" si possono trovare principalmente nella prefazione del primo libro, in cui c'è un contrasto tra corpo e anima (il corpo viene visto come prigione dell'anima) e dalla caratterizzazione di un Dio trascendente senza corpo e non immanente.

Gli argomenti dei libri sono questi



1. libro: I fuochi - Gli specchi
2. libro: Lampi e folgori
3. libro: Le acque terrestri (completo)
4. libro: il Nilo - Neve, pioggia, grandine
5. libro: I venti
6. libro: I terremoti
7. libro: Le comete


Per poter capire il testo bisogna capire che lo scopo di Seneca è quello di liberare l'uomo dal timore e dalla superstizione dei fenomeni naturali.
Nel testo troviamo dal primo libro una presa di posizione in cui si capisce l'intento dell'opera, ovvero dar modo all'uomo di ascendere ad una dimensione divina una volta liberatosi dalle false credenze sulla natura.