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Seneca - Libertà e stoicismo


L’idea di “libertà” è essenziale nel pensiero stoico. D’altro canto, è errato ritenere che la nozione di libertà fosse parte rilevante del dibattito su determinismo e responsabilità, che spesso articoliamo nel senso di destino o libero arbitrio, o libertà umana. Il concetto di libertà e quello di “ciò che dipende da noi” erano infatti originariamente distinti nello stoicismo, fino alla loro connessione definitiva operata dall’epicureismo.
Inizialmente, “libertà” era un termine politico, utilizzato anche creativamente nell’ambito psicologico ed etico. Quindi, piuttosto che uno stato di libertà dalla schiavitù o dal comando di altri, è stato traslato a indicare la totale indipendenza di una persona dalle passioni e dai desideri negativi. Non c’è alcun rapporto tra libertà e destino oppure libertà e responsabilità: un saggio è libero perché niente gli ordina cosa fare (internamente o esternamente), e il “sé” così liberato è l’aspetto razionale della totalità dell’individuo. Libertà è un’interiorizzazione di una realtà sociale e politica, dipende dalla piena comprensione di cosa è veramente in nostro potere.
Nel I secolo d.C. il panorama filosofico dei circoli culturali romani di stava rendendo bilingue, così Seneca, nonostante il greco rimanesse l’idioma principale, si è trovato nell’invidiabile posizione di poter sviluppare il proprio pensiero anche in latino. Le sue preoccupazioni andavano oltre il mero adattare il pensiero greco per un pubblico romano, oppure sviluppare le implicazioni dello stoicismo per l’etica delle élite di cui faceva parte; ed è riuscito a lavorare nel proprio linguaggio, con delle conseguenze interessanti. Seneca non connette libertas con il libero arbitrio e il problema della responsabilità.
La questione sulla libertà è così centrale nella cultura politica romana che è impossibile dare una definizione univoca del concetto di libertas. È sì intimamente correlata alla dominante paradigma culturale della schiavitù, considerato negativa dall’élite, con quindi la libertà intesa come il suo esatto opposto, sia letteralmente sia metaforicamente.
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