Ominide 2984 punti

La Consolatio ad Polybium è stata scritta intorno al 43-44, ed è rivolta a Polibio, un potente liberto dell’imperatore Claudio, in occasione della morte del fratello. Quest’opera è ben diversa dalle precedenti , in quanto la posizione del destinatario ( collaboratore diretto di Claudio, in grado di influire sulle decisioni dell’imperatore) è il vero scopo che Seneca si riprometteva, cioè il richiamo dall’esilio. Seneca infatti si profonde in elogi non solo del liberto Polibio e del fratello morto, ma soprattutto di Claudio, di cui esalta le imprese militari; alla giustizia e alla clemenza dell’imperatore egli affida la sua speranza di ottenere la grazia, e nella parte finale lo introduce a parlare, facendogli rievocare grandi personaggi della casa giulio-claudia che avevano saputo far fronte con esemplare forza d’animo a gravi lutti familiari. Tuttavia l’atteggiamento smaccatamente adulatorio ha indotto alcuni studiosi a rifiutare l’attribuzione dell’opera a Seneca. Nessun argomento valido , tuttavia, si può addurre a favore di questa ipotesi, nata dal desiderio di difendere il filosofo dalle accuse di debolezza morale, di piaggeria e di insincerità. In realtà la Consolatio ad Polybium è, a modo suo, un’opera sincera: non nel senso che il suo autore credesse a tutto quello che scriveva, ma in quanto era la confessione di una sconfitta morale.

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove