Ominide 2984 punti

La Consolatio ad Helviam matrem ( Discorso consolatorio rivolto alla madre Elvia) appartiene al peridio dell’esilio in Corsica di Seneca, scritta intorno al 42-43. In essa Seneca si propone di consolare la madre Elvia, la quale soffre per via della sua condanna e per la sua lontananza. Seneca in questa opera mette in pratica la topica consolatoria elaborata dalla tradizione filosofica greca riguardo all’esilio, proponendosi di dimostrare che esso, nonostante le apparenze, non è un male. Si tratta infatti, sostiene Seneca, di un semplice cambiamento di luogo, che non può assolutamente togliere all’uomo l’unico vero bene, consistente nella virtù; del resto il saggio ( secondo la dottrina del cosmopolitismo stoico) ha come patria il mondo intero. Alla parte argomentativa di carattere generale segue lo sviluppo di una serie di temi più specifici e personali: Elvia viene esortata a seguire l’esempio di donne nobili e coraggiose; a cercare conforto nella cultura e nell’affetto degli altri famigliari e a pensare che il figlio pur lontano da Roma, vive sereno, dedito alla filosofia, impegnato nella ricerca e nella contemplazione della verità. L’operetta è tra le migliori di Seneca per il tono improntato ad affettuosa intimità, ma anche e soprattutto a nobile dignità. E’ evidente che, pur concedendo spazio alla rievocazione degli affetti familiari e all’espressione di sentimenti teneri e profondi, il filosofo vuole trasmettere di se l’immagine di un uomo che, colpito dalla sventura, mantiene una virile e magnanima serenità, in piena coerenza con le dottrine che professa.

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove