Il Satyricon è forse il testo più intrigante di tutta l'antichità classica sia per le sue caratteristiche letterarie e linguistiche sia per l'alone di mistero che lo accompagna. Fino alla metà del 17º secolo se ne conoscevano infatti solo raccolte di frammenti (vulgaria). Nel 1654 si scoprì un codice che conteneva una sezione del tutto sconosciuta, la Cena Trimalchionis.
Il Satyricon nella sua integrità doveva avere dimensioni notevoli. I moderni si sono visti costretti a suddividere il testo in 141 capitoli e a riconoscere l'impossibilità di costruire una trama completa del romanzo di cui si può leggere solo un decimo.
La narrazione è in prima persona e narra le vicende di Encolpio,Gitone e Ascilto.
Nella parte conservata si individuano spesso allusioni ad antefatti per noi sconosciuti: alcuni personaggi, quali Lica e Trifena , sono già noti a Gitone e a Encolpio. Quartilla è una matrona dedita al culto di Priapo di cui Encolpio ha violati i misteri suscitando la maledizione di Priapo, dio della fecondità, che lo costringe a frequenti ed umilianti crisi di impotenza.

Orientativamente si pensa che il romanzo sia stato scritto tra il II e il III secolo d.C. e che l'autore sia Petronius Arbiter , che potrebbe coincidere con un personaggio descritto da tacito negli Annales fatto uccidere nel 66 da Nerone dopo la congiura dei Pisoni.
Satyricon è il genitivo plurale di forma greca probabilmente di genere neutro: il nominativo Satyriká rinvierebbe così ai titoli dei romanzi greci (Milesiekà , Ephesiakà ) nel senso "libri di cose satiriche" o "storie dal mondo dei satiri".
Nell'opera è ben riconoscibile il richiamo parodistico per i motivi guida del romanzo sulla persecuzione dell'eroe da parte di una divinità e il viaggio avventuroso.
Una componente importante è rappresentata dalle fabulae Milesiae tra cui il fanciullo di Pergamo e la matrona di Efeso.
Notevole sembra poi l'apporto della satira menippea da cui Petronio deriva elementi come il prosimetro.
Encolpio è l'io narrante della storia e quindi ricopreil duplice ruolo di personaggio che vive la vicenda e di narratore che la racconta. Nel Satyricon questa tecnica conferisce unità alracconto attraverso la continuità del punto di vista.

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