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Petronio


Petronio è un autore dell’età Giulio-Claudia; sulla sua identificazione si è molto discusso perché le fonti antiche ci parlano di un Petronio autore di un’ opera intitolata “SATYRICON” e non si sa se questo Petronio di cui ci parlano le fonti antiche sia lo stesso Petronius Arbiter di cui ci parla Tacito negli Annales dove ci viene presentato come un epicureo che ebbe una posizione molto dilettabile alla corte neroniana infatti era considerato “arbiter elegantiae” (arbitro dell’eleganza) cioè tutto ciò che egli considerava bello e raffinato,veniva ritenuto tale all’interno della corte; inoltre egli fu console e pro-console in Bitinia anche se non si sa per quale motivo, cadde in disgrazia, rompendo quest’idillio con Nerone, il quale gli ordinò di uccidersi; Tacito negli Annales ci descrive il modo in cui si uccise,molto diverso da quello di Seneca. Quest’ultimo era uno stoico, mentre Petronio un epicureo che volle quasi giocare con la morte, facendosi tagliare e poi ricucire le vene varie volte per indicare che egli era il padrone della sua vita che decideva quando e come morire. La cosa più sorprendente è che mentre tutti quelli che ricevevano l’ordine di uccidersi da parte dell’imperatore, prima di farlo gli scrivevano una lettera in cui cercavano di preservare i loro familiari dalla vendetta dell’imperatore ,lodandolo, Petronio non fece affatto questo,anzi, egli scrisse una lettera in cui egli denunciava tutte le nefandezze dell’imperatore, inviata direttamente a Nerone. Molto probabilmente la sua morte fu dovuta all’invidia di Tigellino, una guardia del corpo di Nerone; egli provava invidia per Petronio per l’eccessiva stima che l’imperatore nutriva nei confronti dell’autore. Però non sappiamo se questo Petronio di cui ci parla Tacito sia da identificare con il Petronio di cui ci parlano le fonti antiche infatti ci sono degli elementi che sostengono questa tesi, altri invece che la criticano. Per quanto riguarda gli elementi che sono a sfavore di quest’ identificazione ricordiamo che nel Satyricon sono presenti elementi linguistici dialettali che non compaiono in nessun altra opera del tempo e che sembrano essere elementi tipici della lingua parlata del 2 secolo a.C e non del 1 secolo; Un altro elemento di critica è che nessun autore del 1 secolo ci parla di questo Petronio ed inoltre nel Satyricon troviamo accennata una crisi della viticoltura che fu tipica del 2 secolo a.C anche se comunque già nel 1 secolo abbiamo l’inizio di una crisi agricola che poi si espanderà soprattutto alla viticoltura del 2 secolo.

Un altro elemento a sfavore è che i critici affermano che è impossibiile che il Satyricon fosse scritto da un personaggio colto in quanto presenta molti elementi contenutistici e lessicali volgari; oggi la maggior parte conviene nell’identificazione e vengono anche riportati anche degli elementi che sostengono quest’identificazione; ricordiamo la presenza nell’ opera di personaggi storici che fanno parte della corte neroniana nel corso del 1 secolo d.C ed inoltre il riferimento che viene effettuato ad un poemetto scritto da Nerone sulla caduta di Troia proprio nel 1 secolo. L’elemento che porta maggiormente all ’ identificazione è che quest’ opera rappresenta con grande realismo quelle che sono le caratteristiche sociali,economiche e politiche dell’età neroniana. Quest’ opera non ci è pervenuta intera ed il frammento più ampio che ci è pervenuto nella sua interezza è relativo alla cena di Trimalchione. Il titolo dell’opera è greco, significa libri di satire e narra la storia di un viaggio il cui protagonista è Encolpio, un giovane intellettuale squattrinato,il quale ha suscitato l’ira del dio Triaco (dio dell’erotismo). Questo viaggio ha inizio a Marsiglia e termina a Crotone sembra essere una sorta di viaggio di espiazione durante il quale il protagonista deve superare varie proprie per potersi poi riconciliare al termine del viaggio con la divinità. Per quanto riguarda il genere di appartenenza,il Satyricon può essere incluso in vari generi letterari. Innanzitutto parlando di un protagonista che affronta un viaggio molto avventuroso è stato effettuato un rapporto con l’Odissea ed inoltre sono stati visti anche punti di contatto con il romanzo greco ellenistico che tratta storie d’amore contrastate in quanto durante questo viaggio Encorpio vive la sua storia d’amore omosessuale con un giovane adolescente, Gitone, di cui poi si innamorano molti altri personaggi, facendo suscitare molte liti e vendette; se mettessimo a confronto queste opere però notiamo che il Satyricon può essere al massimo considerato una parodia del romanzo ellenistico In quanto anche se viene trattato un amore, è un amore omosessuale e violento quindi non narra la storia di 2 fidanzati contrastati dal padre di uno dei due e alla fine dopo molte avventure riescono ad avere il consenso. Inoltre sono visibili legami anche con la satira menippea dato che anche nel Satyricon c’è mescolanza tra versi e prosa. E’ stato visto un legame anche con il genere satirico anche se però a differenza della satira non abbiamo una finalità morale nell’ opera ed inoltre è stato visto un legame con la fabula milesia nella quale vengono trattati argomenti erotici all ’ interno di favole presenti nel Satyricon.

Il pubblico destinatario dell’opera era il pubblico aristocratico, molto probabilmente la corte neroniana e la finalità era quella di dilettare se stesso ed il pubblico dei lettori ma soprattutto la finalità principale consiste nella rappresentazione di un quadro molto realistico di tutti quelli che erano gli sviluppi sociali ed economici che caratterizzavano l’età neroniana in particolar modo viene trattato il tema del Virlant armenieu che era una caratteristica sociale dell’epoca. I virlant armenieu erano uomini di nascita umile, spesse volte schiavi che poi avevano ottenuto la libertà e grazie alla loro astuzia erano riusciti ad accumulare grandi ricchezze ma di questa categoria di uomini con disprezzo e distacco, viene sottolineato il fatto che questi anche se si erano arricchiti continuavano a mostrare la loro ignoranza e volgarità attraverso un’ ostentazione smoderata delle loro ricchzze. Questa è una delle tamatiche più importante rappresentata nella “cena di Trimalchione” il quale è uno schiavo che ottenne la libertà e si arricchì ed ora viene presentato nell’atto di organizzare questo banchetto cui potevano partecipare tutti coloro che si trovavano a passare e a questo banchetto parteciperà anche Encorpio. In effetti la rappresentazione di Trimalchione è tra il comico e l ironico, proprio per mettere in ridicolo questo personaggio ed infatti la sua presentazione spinge al riso dei lettori; egli viene portato al banchetto su una sorta di trono trasportato da servi ed anche il suo aspetto è molto ridicolo: un uomo goffo che ostenta la sua ricchezza nello sfarzo del mantello,nei gioielli ecc… ,rappresentazione che però esula dalla rappresentazione di un personaggio raffinato; anche il banchetto è sfarzosissimo, tutto viene servito su vassoi d’oro e d’argento.

Petronio vuole mettere in evidenzia la volgarità dell ambiente e dei personaggi e ciò si vede quando Trimalchione parla, mettendo in evidenza la sua assenza di cultura. Utilizza un linguaggio volgare quando durante il banchetto Trimalchione discute con sua moglie che lo accusa di prestare attenzioni ad un giovane servitore. Altri argomenti trattati all interno del banchetto sono la tematica della morte che è sempre incombente all’ interno dell’ambiente tirannico neroniano, come se la vita dell’uomo fosse sempre sospesa ad un filo e fosse sempre delegata alla volontà dell imperatore che può decidere per un suo capriccio di farti uccidere; quindi notiamo che nell’ opera sottende anche se in maniera velata, una concezione un po pessimistica della vita proprio perché nessuno è più padrone della propria vita ma la vita degli uomini e alla mercè dell’ imperatore e forse proprio per questo c’è l’esaltazione al godimento del piacere tipicamente epicureo,è come se l’autore consigliasse di usufruire e di godere di tutti i piaceri della vita perche questa ci può essere sottratta da un momento a l’ altro dalla volontà dell’ imperatore. Un’ altra tematica molto trattata, tipica degli intellettuali del 1 secolo a.c è la decadenza della cultura ed in particolar modo della retorica durante il 1 secolo. Protagonista di quest’opera è un retore, Agamennone che ha una discussione relativa a quest argomento con Eumolpo che è un uomo anziano e molto colto . Agamennone attribuisce tale decadenza alla decadenza delle scuole di retorica, della qualità dell insegnamento in quanto in queste scuole si da una preparazione soprattutto teorica e quando i giovani retori devono affrontare praticamente un’ orazione sembrano essere del tutto impreparati. Inoltre in Petronio si è parlato del realismo del distacco, espressione con la quale indichiamo il modo con cui Petronio rappresenta gli argomenti in quanto la sua intenzione è quella di dare una rappresentazione realistica dell’ ambiente della prima metà del primo secolo a c ma in lui non c’è la condivisone di quegli elementi trattati, ad esempio tratta dei virlant armenieu ma essendo un uomo aristocrtico non condivide per niente gli ideali di questa nuova classe sociale emergente, trattando di essa in maniera distaccata ed ironica.

Lo strumento di cui lui si serve per effettuare il distacco dalla materia è quello di affidare la narrazione al protagonista Encolpio che ha tutte le caratteristiche per mandare avanti tale rapppr in quanto da una parte è un intellettuale colto e quindi può osservare in maniera ironica quel mondo e d’altra parte essendo un vagabondo squattrinato può inserirsi facilmente all interno di quell ambiente. Il mondo che viene rappresentato è essenzialmente volgare dove non è presente alcuna divinità che possa richiamare gli uomini ad un retto comportamento morale, l unica divinità cui si fa cenno è triaco che però è il dio dell erotismo. In questo mondo le azioni degli uomini sembrano essere portate avanti dal caso che è imprevedibile e avventuruoso e che più che una divinità puo essere considerato come elemento partorito dall immaginazione e dalla fantasia poetica di petronio.

Stile: Petronio dichiara quello che è il suo intento stilistico infatti dice che trattando un argomento umile e semplice si servirà di uno stile improntato sulla semplicitas però più che di stile dovremmo parlare di STILI; soprattutto per quanto riguarda il linguaggio che è relazionato al personaggio che parla per cui abbiamo vari stili linguistici. Quando parlano personaggi colti abbiamo un lessico elevato ma mai aulico poi mn mano il linguaggio degrada verso forme sempre più umili e si tratta di un linguaggio ricco di neologismi,forme sincopate e volgarismi così come anche nella sintassi. Essa è molto semplice ed è prevalentemente paratattica e spesse volte quando parlano i personaggi meno colti non è una sintassi corretta.

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