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Marziale e l'epigramma

Sotto i Flavi, parallelamente al recupero dell'epica, si diffuse l'epigramma, considerato il genere più umile di tutti. Marziale ne apprezza la duttilità, la capacità di aderire ai molteplici aspetti del reale, di adattarsi a qualsiasi situazione e di essere quindi adatto a ogni evenienza. Con essi inoltre egli rivendica il proprio realismo (contrapposto ai testi 'irreali' dell'epica): nei suoi epigrammi infatti il pubblico poteva ritrovare la sua esperienza filtrata e nobilitata (uno dei suoi maggiori meriti è infatti quello di aver fornito all'epigramma un valore autonomo e averlo nobilitato mediante una dignità artistica che tale genere non aveva mai avuto, da sempre considerato inferiore). Negli epigrammi di Marziale, inoltre, l'autore dona una certa importanza anche al genere satirico e scommatico: nei suoi testi egli infatti accentua i tratti grotteschi e cerca di ricondurli a 'tipi' secondo lui particolarmente ricorrenti. Deformazione e grottesco sembrano quasi un effetto ottico: i personaggi infatti sono presentati come astratti, isolari dai tratti, quasi senza sfondo. In questo modo l'autore può permettersi di attaccare blandamente alcune tipologie di persone (tipi fissi), senza attirare su di se l'astio dei protagonisti delle sue opere, come farebbe se invece tale accusa fosse riferita a persone ben precise. E' infatti un poeta che appare distaccato, che svuota le sue opere del polemico contenuto morale (del giudizio morale) che dovrebbero avere e lo fa principalmente poiché, vista la sua situazione economica, non può davvero permettersi tali giudizi.

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