Apuleio

Ha una cultura filosofica molto vasta, incentrata sulla dottrina di Platone, o meglio sul platonismo medio (sviluppato con Plotino).
Egli aveva conoscenze anche relative alla dottrina di Socrate, basata sulla seconda sofistica. Di quest’ultima ne riprende vari punti tra cui: l’interesse per la natura, gli aspetti tra scienza e soprannaturale e l’interesse per il misticismo.
La seconda sofistica si sviluppa in un periodo storico in cui l’insicurezza politica degenera nell’interesse per le forme irrazionali.
Apologia E’ un’orazione giudiziaria scritta da Apuleio per difendere la propria innocenza di fronte all'accusa dei parenti della moglie di aver usato la magia nera per sedurla. Ogni parte dell'orazione ha come obiettivo lo smentire ogni accusa. Egli spiega di non essere mago, ma filosofo, dunque deve spiegare gli aspetti più vari della natura.

Nell’ultima parte ricostruisce la storia di come si sono conosciuti. Ma ciò che lo scagionò fu il testamento della moglie; infatti ella aveva lasciato la sua eredità al figlio minore Pudente. Emerge l’abilità di Apuleio riguardo alla cultura oratoria e filosofica. Aiuta a comprendere il confine tra magia e scienza (concezione dell’antichità). Egli afferma che c’è la magia bianca che aiuta ad avvicinare l’anima al deus. Lo scopo della scienza è conoscere i fenomeni naturali per dominarli. Lui quando si definisce filosofo intende una figura intermedia tra mago e scienziato. Nei secoli successivi alla sua cultura interessa la magia, ma lui non era un mago.

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