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Le affermazioni di poetica di Properzio

Le affermazioni di poetica ci spiegano che Properzio è un poeta dotto e dissemina nei suoi libri elegie in cui discute la sua posizione nell'ambito letterario latino. Alla base della poetica di Properzio c'è il rifiuto della poesia etica e celebrativa. Rifiuto che nasce in risposta alle ricerche di mecenate, che sollecita la nascita di un genere epico rinnovato rispetto ai canoni di Ennio (che sarà quello di Virgilio). A mecenate oppone due recusationes nel secondo e nel terzo libro in cui ricorre a una metafora acquatica, cioè l'epica è un vasto mare per navigare nel quale Properzio non ha una barca adeguata perciò preferisce mettersi nel corso di un piccolo fiume, oppure ricorre al topos delle diverse attitudini degli uomini, non tutti sono adatti a tutto, lui si dia chiara incapace di affrontare il genere epico per mancanza di ispirazione o per decreto del fato. Addolcisce questo rifiuto affermando che sotto la guida di mecenate potrebbe avventurarsi nel genere epico. Properzio sembra riconoscere che l'epica è il genere più alto, ma si dichiara incapace di praticarlo, questo perché è un poeta alessandrino con una affermazione alessandrina, quindi non può amare il poema epico lungo e celebrativo. Però questo non esclude che possa anche scrivere elegie di celebrazione del regime augusteo, ad esempio quando racconta nel terzo libro la sconfitta di Cleopatra o scrive l'epicedio per Marcello il giovane, il nipote di Augusto, però questi sono omaggi sporadici. La poetica di Properzio è invece incentrata sull'imitazione di due poeti alessandrini: callimaco e fileta. Soprattutto callimaco perché Properzio vuole essere il callimaco romano e di callimaco accoglie il rifiuto per le composizioni lunghe, l'argomento amoroso e quello eziologico.

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