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Aspetti generali di Properzio

Il progetto poetico di Properzio è la vocazione a scrivere elegie e quindi alle origini del discorso elegiaco sta la dimensione amorosa, in cui il poeta spende tutta la sua esistenza. La scrittura elegiaca è espressione di una scelta di vita, al cui centro c'è l'amore, una scelta di vita che respinge il successo la realizzazione sociale, connesse alla relazione militare politica e il rifiuto di quelle che erano le occupazioni classiche è motivato da Properzio. Come Tibullo, Properzio individua nel bellicismo e nell'ambizione politica la fonte della ricerca di ricchezze al contrario egli desidera vivere fino in fondo la sua aspirazione a una vita in cui il valore centrale è l'amore per la sua donna. Taglia fuori tutte le occupazioni volte all'accumulazione di ricchezza. Allontanati i modelli della vita pubblica, riconosce nella donna amata l'unico oggetto possibile del suo canto. Il legame arte poesia e vita è del tutto naturale, la decisione di scrivere versi d'amore è resa necessaria dalla scelta di fare della donna amata la propria domina il poeta innamorato si pone la servizio della sua donna, con la stessa dedizione con cui il miles si pone al servizio del dux. Per operaio quindi è servus Amoris e la sua relazione con Cinzia, la donna amata, è descritta come milita cioè come un vero servizio militare. L'universo amoroso che l'elegia riproduce è un mondo in cui il poeta rifiuta i consueti impegni della vita sociale e accetta consapevolmente di vivere in una condizione di inferiorità nei confronti della donna. Quindi come aveva già fatto Cornelio gallo, ma non Tibullo usa il termine nequitia per descrivere la sua condizione esistenziale che designa lo stato di impotenza del poeta di fronte al potere schiacciante della sua donna. Donna che assume il ruolo di domina nei confronti dell'innamorato e usando questo termine negativo (nequitia) Properzio ribadisce la sua distanza tra le sue aspirazioni individualistiche e il modelli pubblici su cui si fonda la morale romana. Per contrastare la durezza la crudeltà della domina a Properzio non restano che i propri versi e quindi il canto d'amore serve a blandire Cinzia p, serve a convincerla a restare accanto a lui. Questo è quello che Properzio sviluppa. Se in Properzio ritroviamo tutte le specificità dell'orizzonte elegiaco in Properzio ritornano. In Properzio abbiamo il fatto che le sue scelte poetiche si sviluppano nel solco della tradizione alessandrina tanto che lui si considera il callimachea romano e abbiamo il fatto che con difficoltà Properzio arriva alle elegie di carattere civile che esaltano la grandezza di Roma, in silenti ai con l'ideologia augustea, mentre Tibullo era nel circolo di Messalla Corvino, Properzio appartiene al circolo di Mecenate.

Della sua biografia Properzio sottolinea di essere umbro e di aver partecipato alla guerra di Perugia.
Nel terzo libro c'è l'addio a Cinzia
Nel 4 non c'è molto erotismo perché mostra che il poeta ha avuto un integrazione difficile nell'epoca augusteo. L'intinerario poetico di Properzio è in evoluzione. Si muove dalle convinzioni spregiudicate degli anticonformisti dei primi due libri alla celebrazione di Roma nel 4 libro.
Questo processo avviene gradualmente e con resistenze da parte del poeta. Quello che testimonio queste resistenze sono le recusationes, cioè il rifiuto degli inviti a dedicarsi alla poesia elevata adducendone l'incapacità. A partire dal 3 libro compaiono tematiche romane perché dietro c'è la pressione dell'ambiente culturale che aveva accolto Properzio, cioè la pressione del circolo di mecenate, ma ci sono anche sue personali esigenze di rinnovamento

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