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Nasce nel 43 a.C. a Sulmona, località che si trova nell’odierno Abruzzo; proviene da una famiglia agiata appartenente al rango equestre. Da subito è stato indirizzato a Roma per poter apprendere più da vicino le tecniche della retorica e, negli stessi anni, iniziò anche la sua carriera politica e forense. Tutto ciò che sappiamo sulla sua vita sono notizie che ci sono state tramandate proprio da Ovidio attraverso l’autobiografia che scrisse negli ultimi anni della sua vita, quando si trovava confinato a Tomi, sul mar Nero, per ordine di Augusto. E’ bene precisare perché viene usato il termine confinato e non il più comune termine “esiliato”: una persona quando veniva esiliata perdeva tutti i diritti, quindi perdeva la cittadinanza romana, subiva la confisca dei beni che possedeva e subiva anche la cancellazione di tutti i diritti civili; Ovidio era stato invece confinato, ovvero allontanato da Roma per volere di Augusto a causa di un error da lui commesso nei confronti dell’imperatore, ma di cui noi con certezza non sappiamo le dinamiche, e non aveva subito la stessa fine con la quale invece doveva fare i conti un esiliato. (ovvero non gli era stata tolta la cittadinanza romana e non aveva perso tutti i suoi possedimenti)

Grazie quindi a questa sua autobiografia sappiamo che fece l’ormai canonico “viaggio d’istruzione” in Grecia (canonico perché ormai tutti gli scrittori latini erano passati per quelle terre al fine di migliorare il loro stile linguistico) e che visse a Roma in stretto contatto con la corte augustea. Fece inoltre amicizia con le più grandi personalità dell’epoca: egli infatti entrò in contatto e in amicizia con gli esponenti sia del circolo di Messalla Corvino che del circolo di Mecenate (da questo punto di vista potremmo considerare Ovidio come un ignavo, che non si schiera da nessuna parte ma rimane in mezzo, attingendo, in questo caso, nozioni un po’ da un circolo un po’ dall’altro). Per quanto riguarda la sfera affettiva del poeta, sappiamo che si sposò ben tre volte ma che, a suo dire, l’unica moglie che ha avuto degna della sua stima fu l’ultima, Fabia. Gli ultimi anni della sua vita li passa confinato a Tomi: le motivazioni che hanno spinto Augusto a compiere questo gesto non sono certe, ma si pensa che Ovidio fosse stato confinato a causa del suo distacco dal mos maiorum nelle sue opere, dal momento che la sua era una poesia che noi oggi potremmo definire disimpegnata e talvolta sensuale (in particolare l’Ars Amatoria). Ovidio passa quindi gli ultimi anni della sua vita in questa località sul mar Nero e lì vi muore all’incirca nel 17/18 d.C.

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