Ovidio

Publio Ovidio Nasone nasce nel 43 a.C. a Sulmona da un’agiata famiglia equestre.
Presso Roma si dedica agli studi di giurisprudenza e retorica. Dopo aver iniziato la carriera di avvocato compie un viaggio in Grecia con l'intento di approfondire le sue conoscenze sui classici. Nello stesso periodo fa la scelta di abbandonare la vita politica.
Successivamente entra a far parte del circolo di Messalla Corvino, un personaggio molto noto all'interno della cultura romana del tempo.

Ovidio inizialmente è molto apprezzato a Roma, ma nell'8 d.C. Augusto improvvisamente lo esilia senza alcuna motivazione nota, anche se secondo le voci di qualcuno, Ovidio aveva coperto uno degli adulteri della nipote di Augusto.

In una delle sue opere, scritte durante l’esilio, in cui chiede ad Augusto il permesso di tornare in patria, accenna ad un carmen e ad un error; alcuni suppongono che il motivo sia stato perché l’Ars amatoria è stata considerata immorale, ma la scrisse molto prima. Viene mandato in esilio in Romania, a Tomi, luogo privo di civilizzazione, in cui non ebbe persone con cui socializzare.

Durante l’esilio scrisse tre opere: Tristia; Ibis, un poemetto satirico, rivolto ai suoi avversari, il cui titolo fa riferimento alla sua rabbia, ed Epistulae ex Ponto, lettere scritte ai suoi familiari e ad Augusto, in cui descrive le condizioni dell’esilio. Muore a Tomi nel 17 d.C..

Hai bisogno di aiuto in L'era Augustea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email