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Ovidio nacque nel 43 a.C. a Sulmona da una famiglia benestante dell’ordine equestre.
Egli trasferitosi a Roma, visse in stretto contatto con la corte augustea e fece parte del circolo di Messalla Corvino.
Nell’8 d.C. per un motivo ancora sconosciuto Augusto lo relegò (relegatio) a vita a Tomi, una cittadina sul Mar Nero (l’attuale Costanza, Romania), dove visse fino alla morte.
Egli, riguardo alla relegatio, parlò di un carmen e un error, probabilmente facendo intendere che la sua poesia talvolta licenziosa non sia stata di gradimento al princeps e che l’errore consista in una lirica scherzosa sul comportamento di Giulia Minore, la figlia di Augusto.

Opere erotico - didascaliche

- Gli Amores sono una raccolta di 5 libri di liriche d’amore in metro elegiaco.
- Le Heroides, che riguarda le eroine della poesia epica o tragica, le quali scrivono lettere d’amore ai loro amanti. Ovidio, per la prima volta nella letteratura latina dà voce alle donne e propone una loro introspezione psicologica.

- L’Ars Amatoria o Ars Amandi, un trattato in 3 libri che tratta artifizi e consigli su come conquistare le donne (i primi due libri) e gli uomini (nell’ultimo). Con caratteristiche del poema didascalico, in metro elegiaco.
I Remedia Amoris, poemetti didascalici in un unico libro riguardanti rimedi agli amori infelici.
I Medicamina Faciei Femineae, in cui descrive le tendenze della moda femminile in età augustea: il trucco e i cosmetici, visti in quel periodo con ambivalenza (vox media).

Opere epico - mitologiche

Le Metamorfosi, poema epico costituito da 15 libri in esametri, raccoglie una serie di vicende indipendenti fra loro accomunate dal tema della trasformazione, partendo dalle origini del mondo (riprendendo la Teogonia di Esiodo) fino ad arrivare al suo tempo, e spiegando l’origine delle cose (riprendendo gli Aitia (dal greco cause) di Callimaco (il più grande scrittore ellenistico)). Importante l’opera per Dante, il quale trae da essa moltissimi spunti.

I Fasti, opera in distici elegiaci che tratta delle feste del calendario romano, riprendendo anche gli Aitia, per le cause di queste festività. Il progetto originario prevedeva 12 libri ma ne riesce a scrivere solo 6. I (dies) fasti erano i giorni in cui si poteva amministrare la giustizia, quelli nefasti invece quando non si poteva, soprattutto a causa della religione.

Opere dell’esilio

I Tristia è un’opera composta da 6 libri di elegie sulla triste esperienza dell’esilio, in un tono supplichevole per evocare compassione. Essa è indirizzata alla moglie, agli amici e ad Augusto, con la speranza che il provvedimento potesse essere revocato.

Le Epistulae ex Ponto, 4 libri nei quali supplica, tramite delle lettere, amici, parenti e lo stesso Augusto di aiutarlo.
L’Ibis (uccello con abitudini coprofile) invettiva di 332 versi contro un personaggio anonimo. Egli prende come modello un’opera di Callimaco, il quale ebbe una disputa per ottenere la direzione della biblioteca di Alessandria.

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