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Heroides di Ovidio

Il gusto per lo sperimentalismo attraverso la contaminazione di generi e toni letterari diversi si trova alla base delle Heroides. Sono una raccolta di 21 lettere d'amore di cui 15 epistole inviate da donne del mito ai rispettivi amanti e sei sono tre coppie di epistole di cui una è la lettera di un eroe, l'altra la riposta dell'amata. Rende la situazione amorosa l'epistola e il metro
Le lettere sono lunghi monologhi in cui l'innamorata cerca di persuadere l'amante lontano. A tornare da lei. Svolgono dei motivi topici: la disperazione d'oro l'amante lontano, il sospetto di infedeltà, la gelosia, il giuramento tradito, la minaccia di suicidio, il ricordo dei tempi felici. C'è comunque un'uniformità delle vicende. I temi poetici tradizionali si trovano tutti in ciascuna lettera, le eroine pesano e sentono nello stesso modo, sembrano avere una storia analoga alle spalle, tutte vivono la stessa identica disperazione. Ci sono due cose da segnalre: nella letteratura latina gli unici precedenti di componimento strutturati come una lettera d'amore o come un lamento per l'amante lontano sono il lamento di Arianna nel carme 64 di Catullo (da ricordare alla base della tradizione elegiaca Latina), il lamento di Didone nel 4 libro dell'eneide e la lettera di aretrusa nelle elegie di Properzio.

Le epistole danno l'impressione di un'uniformità di vicende e questo fatto è stato interpretato come una conseguenza del fatto che OVIDIO è influenzato dalla retorica del tempo. Le letter possono essere ,esse sullo stesso piano delle suasoriae cioè di quelle orazioni fittizzie in cui si esercitavano gli allievi delle scuole di retorica, perché tanto le suasoriae quanto le epistole amorose sono finalizzate alla persuasione. in entrambe c'è un sentimentalismo esasperato, perche queste eroine sono donne ben poco eroiche. Vengono esasperate i toni patetici delle parole, ma c'è anche il tentativo di dare una veste moderna, nel senso che le donne del mito pensano e si sentono come la donna romana dell'età augustea. Esempio di Fedra: ha in Euripide la sua dignità, in Ovidio invece è una donna spregiudicata che invita Icasto ed Ippolito a vivere in un rapporto fuori dagli schemi.

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