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Orazio (65-8 avanti Cristo)


a. partecipa alla battaglia di Filippi (42 avanti Cristo)
b. entra nel circolo di Mecenate nel 38 avanti Cristo.
1. Satire (o Sermones): 2 libri composti tra il 41 e il 30 avanti Cristo: satire narrative satire discorsive
a. uso dell'esametro
b. modello è Lucilio (eccetto che per lo stile), accostato alla commedia greca
c.. impostazione soggettiva e varia, con alternanza di serio e faceto
d. linguaggio medio, vicino al parlato (sermo), ma elegante e accurato soprattutto nella disposizione dei termini, brevitas e accostamenti originali di vocaboli (callida iunctura)
e. moralismo e proposta della metriótes e dell'autárkeia come valori cui ispirare l'esistenza
f. pubblico ristretto di amici
2. Epòdi (o Iambi) 17 componimenti composti tra il 41 e il 30 avanti Cristo:
a.. uso di metri giambici
b. modelli sono i greci Archìloco, Ipponatte e Callìmaco
c. varietà di toni e di argomenti (filoni dell'invettiva, della magia, civile, erotico, simposiaco e gnomico)
3. Odi (o Carmina): libri I-III composti tra il 30 e il 23 avanti Cristo, pubblicati nel 23 avanti Cristo; libro IV pubblicato nel 13 avanti Cristo:
a. uso di metri lirici greci
b modelli sono Alceo e Saffo
c estrema cura formale (labor limae), impostazione allocutiva, tecnica dell'arte allusiva
d. consapevolezza del valore della propria arte e concezione del poeta come vate
e. varietà di temi (filoni religioso, erotico, conviviale, gnomico, civile)
4. Epistole: libro I: 23-20 avanti Cristo; libro II: 19-13 avanti Cristo circa Ars poetica:
a. uso dell'esametro
b. discorso rivolto a un preciso destinatario
c. impostazione moralistica e soggettiva e interesse per tematiche letterarie
d. umorismo sottile
e. aspirazione alla sapienza e centralità di metriótes e autárkeia
f. difesa della poesia contemporanea
g. nell'Ars poetica idea della poesia come unione di ingenium e ars e predilezione per la poesia che insegna dilettando
Pagina 226 Titolo: Sintesi

Sottotitolo: La vita


Quinto Orazio Flacco nacque a Venosa nel 65 avanti Cristo da una famiglia non nobile ma abbastanza agiata da permettergli di seguire un regolare corso di studi. Nel 38 avanti Cristo Virgilio e Vario lo presentarono a Mecenate, che lo ammise
nel suo circolo. In coerenza con i precetti della filosofia epicurea, di cui si dichiarava seguace, il poeta trascorse un'esistenza tranquilla, dedita alla letteratura. Come Virgilio, anche Orazio diede il suo contributo alla propaganda augustea, componendo carmi celebrativi e di argomento civile. Negli ultimi anni non si dedicò più all'attività poetica: morì nell'8 avanti Cristo.
Orazio praticò diversi generi poetici raggiungendo esiti di altissimo livello artistico.

Sottotitolo: Le Satire


Si rifanno in modo esplicito alle satire di Lucilio - l'iniziatore di questo genere letterario esclusivamente romano - con cui hanno in comune l'uso dell'esametro e l'impostazione soggettiva. Altri caratteri, come la comicità e l'aggressività, avvicinano tali componimenti alla fase più antica della commedia greca, a cui Orazio ricollega la satira per nobilitarla. Il moralismo oraziano, tuttavia, tende a colpire i vizi piuttosto che i viziosi: risulta così attenuata la carica aggressiva tipica sia di Lucilio sia della commedia greca arcaica. L'alternanza di toni seri e scherzosi, la varietà degli argomenti, l'introduzione di interlocutori fittizi e l'utilizzo di esempi, aneddoti e favole fanno sì che le satire di Orazio presentino una notevole affinità anche con la diàtriba.

Sottotitolo: La riflessione morale e lo stile


La riflessione morale delle Satire coincide con quella delle altre raccolte. Essa si ispira a due principi fondamentali: la metriótes ("senso della misura"), che consiste nella ricerca del giusto mezzo in ogni circostanza, e l'autárkeia ("autosufficienza"), ovvero la libertà interiore che si conquista attraverso la limitazione dei desideri.
Per comunicare tale messaggio Orazio adotta uno stile medio, che riflette i modi di una conversazione (sermo) fine ed elegante; dietro l'apparente semplicità del discorrere informale si cela tuttavia un'arte sorvegliata e raffinatissima, fortemente influenzata dai principi alessandrini e neoterici della brevitas e del labor limae.

Sottotitolo: Gli Epòdi


Paralleli alla produzione satirica, si riallacciano al genere della poesia giambica, che aveva avuto in Archìloco e Ipponatte i suoi principali esponenti nell'ambito greco. La varietà dei temi e dei registri è il tratto più appariscente dell'opera: si possono infatti distinguere invettive dai modi aggressivi, caratteristici del genere giambico, e componimenti dal tono più pacato (d'argomento erotico o gnomico) o ispirato (d'argomento civile).

Sottotitolo: Le Odi


Presentano un'analoga alternanza di registri e di tonalità, che si spiega con la sovrapposizione di due diverse concezioni della poesia: frutto di una tecnica sapiente (il poeta come artigiano) o prodotto di una geniale ispirazione (il poeta come vate). I modelli cui Orazio dichiara con orgoglio di ispirarsi sono i poeti lirici arcaici greci; da essi riprende forme e motivi, rielaborandoli però in modo autonomo secondo le tecniche dell'arte allusiva. Caratterizzate solitamente da un'impostazione allocutiva, presentano situazioni e temi diversi, tra i quali è possibile distinguere alcuni principali filoni contenutistici:
- religioso, che comprende preghiere e inni, rivolti non solo a divinità, ma anche a oggetti insoliti;
- erotico, collegato a diverse figure di donna;
- conviviale, in cui vengono sviluppati motivi legati al banchetto, spesso associati a spunti gnomici o erotici;
- gnomico, il cui nucleo tematico fondamentale è la riflessione sull'incertezza del futuro e sulla brevità della vita;
- civile, svolto in particolare nelle sei "odi romane", nelle quali il poeta celebra le virtù e gli eroi dell'antica Roma ed esalta Augusto.

Sottotitolo: Le Epistole


Si ricollegano alle Satire per il metro (l'esametro) e per i temi, ma utilizzano lo schema epistolare, che comporta una preferenza per contenuti più specifici, legati all'occasione particolare e al destinatario. Rispetto alle Satire, inoltre, è sviluppata più ampiamente la tematica letteraria e lo spirito si attenua assumendo il carattere di un sottile umorismo. La riflessione sulla saggezza continua ad [Pagina 227] avere il suo fulcro nei principi dell'autárkeia e della metriótes, ma risulta talvolta pervasa da un senso d'inquietudine e d'insoddisfazione personale. Chiude la raccolta la lunga Epistula ad Pisones o Ars poetica, una sorta di trattato in versi. Orazio vi enuncia alcuni principi fondamentali della sua estetica e del suo stile.

Sottotitolo: La fortuna


La poesia di Orazio ha goduto di vasta fama tra i contemporanei e i posteri, che la assunsero a modello e ne fecero oggetto di studio e di insegnamento. La sua riflessione sulla caducità della vita e sul corretto uso del tempo, in particolare, non ha mai conosciuto l'oblio, anche se talora ha corso il rischio di fraintendimenti o banalizzazioni.

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