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Quinto Orazio Flacco - Epistole

Le epistole si compongono di due libri, il primo scritto tra il 20 e il 23 avanti Cristo e il secondo scritto tra il 19 e il 13 avanti Cristo in esametri. Si tratta di missive fittizie, il destinatario è inventato. Ricalcano il modello ciceroniano ma con un incremento di pessimismo dovuto a condizioni di salute, vecchiaia, insofferenza nei confronti del pubblico e di Mecenate.
Le epistole rivelano una forma di ricerca interiore e di ritiro spirituale verso l'angulus oltre a delle importanti tensioni contraddittorie dovute all'insoddisfazione, alla stanchezza e ad una forma di tedium vitae. In queste missive compare il tema della morte come ultima linea delle cose terrene. Particolarmente famosa è l'epistola ai Pisoni detta anche Ars poetica indirizzata ai due figli di Lucio Pisone, console nel XV avanti cristo.
L'epistola si compone di 476 esametri ed è possibile paragonarla alla Poetica di Aristotele in quanto è un trattato sulla filosofia. La fonte d'ispirazione è Neottolemo di Pario, autore di una poetica in cui sosteneva che il fine della poesia è l'utilità oltre che il piacere. I temi trattati sono prevalentemente inerenti all'arte del poetare. L'autore deve scegliere temi alla propria portata, la materia deve strutturarsi organicamente, bisogna considerare l'impatto sul pubblico, l'originalità non è garantita da termini nuovi ma da una personale riabilitazione di quelli preesistenti ed è importante la metrica e il lessico curato grazie alla labor lime.
La figura del poeta deve unire l'utile al dilettevole in quanto non basta il rode ingegno per poetare ma è necessaria l'unione di artificio e conoscenza.
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