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Augusto, Ottaviano - Res Gestae Divi Augusti: Augusto si presenta


Il brano è una dichiarazione di Augusto che riguarda il fatto che il potere acquisito è lecito e la Res Publica si trasforma in Res Monarchica; espone la sua idea di potere mettendo in evidenza il passaggio da Repubblica e Monarchia.
L’alloro (rigo 7) è simbolo della saggezza letteraria, e si evince che il potere conferito ad Augusto deriva dalla sua superiorità ottenuta durante le guerre civili sconfiggendo ogni nemico: sia il senato sia il popolo lo hanno acclamato e gli hanno conferito il potere.
Il riconoscimento pubblico simboleggiato dall’alloro e dallo scudo d’oro è nei confronti del suo valore e delle sue qualità principali, clemenza giustizia e pietà, che insieme fanno sì che Ottaviano diventi Augusto.
La volontà di quest’uomo è, attraverso l’opera tutta, di fare propaganda e diventare manifesto di cittadinanza.

Il potere legittimo di Ottaviano sfocia in una monarchia ma ciò non ha un’accezione negativa perché la degenerazione, l’aspetto negativo, della monarchia con lui non c’è: garantiva la pace non reprimendo mai i vinti ma piuttosto, al limite, integrandoli. Il suo governo totalmente diverso dalla dittatura a cui pensava Polibio come possibile degenerazione.
Il principato di Augusto non è importante solo perché durerà a lungo ma perché garantì una pace politica non repressiva, una politica di difesa che non annette altri territori ma difende i confini, non tende a conquistare altri territori ma a proteggere quelli già conquistati. Prende questa scelta piuttosto che quella di una politica estensiva perché avrebbe potuto determinare il rischio di perdere dei territori e perché questa rende più saldo il principato: creò infatti delle sfere di influenza con le province.
La sua figura è molto importante in quanto democratica e non dispotica, è importante la sua clemenza come il suo essere propositivo e comprensivo rispetto alle popolazioni sconfitte.
Nel secondo secolo d.C. l’integrazione sarà il motivo di caduta dell’impero romano d’oriente perché avviene la barbarizzazione dell’esercito con l’annessione di uomini non romani, come i Visigoti, allo stesso. Ciò perché servivano uomini che si arruolassero e dunque iniziarono ad essere inseriti numerosi mercenari.

Da punto di forza, l’integrazione diventò il punto debole che provocherà il crollo: l’economia crollerà perché i barbari spingeranno troppo sui confini.
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